 Per sottolineare e “visualizzare” questi concetti abbiamo scelto di utilizzare tre sfere di vetro, verdi come il nostro colore aziendale, e di tre dimensioni diverse. Dalla più piccola alla più grande, queste sfere simboleggiano i tre decenni di vita della società: dal minuscolo laboratorio ricavato in una vecchia stalla dove Adelio Lattuada, che in quel periodo si occupava di assistenza tecnica, la sera assemblava i primi prototipi di macchinari, ad uno stabilimento che copre oltre 3.000 mq. Dalla produzione delle prime macchine p er la lavorazione degli angoli, ad una gamma produttiva che conta oggi più di 60 diversi modelli. Dal lavorare da solo, ad uno staff che conta oggi più di 30 persone, molte in azienda da quasi 20 anni, che rappresentano il cuore della società e che si occupano di tutte le fasi di progettazione, montaggio, collaudo, vendita e assistenza dei macchinari Lattuada. Con l’augurio che queste sfere continuino a rotolare verso il futuro, senza fermarsi mai…
La Adelio Lattuada, fondata nel 1978 a Carbonate (Como), compie quest’anno il suo trentesimo compleanno. All’epoca il suo fondatore, il signor Adelio Lattuada, si occupava prevalentemente di servizi di assistenza tecnica, ma l’idea di fondare una propria azienda che producesse macchinari gli era già venuta in mente; dopo aver parlato con alcuni clienti, egli realizzò che c’era un reale bisogno di macchinari specifici. Allora, infatti, non esistevano macchine in grado di lavorare gli angoli e quando al signor Lattuada venne chiesto di fabbricare una macchina di questo tipo, egli decise di tentare. Un altro fattore che lo convinse fu il trend di lavorare in grandi serie – fino a 1000 pezzi. La richiesta di questa macchina - Delta era il suo nome - fu così grande in fase di progettazione che si cominciò già a venderla. Vennero create inizialmente due macchine – piuttosto simili, se non per il numero di mole. Fu allora che il signor Lattuada intuì, grazie alla sua preparazione in campo meccanico, che le macchine per la lavorazione automatica degli angoli erano macchine specifiche, ma non potevano essere sufficienti. La produzione e lo sviluppo, dunque, non si fermarono e il signor Lattuada cominciò a sviluppare le proprie molatrici rettilinee.
«A quel tempo – ha dichiarato il signor Adelio Lattuada – le molatrici rettilinee non avevano tante mole. Esistevano molatrici con sei mole e altre con due mole periferiche. Secondo me non esisteva nessuna “via di mezzo”. Questa è stata la ragione che mi ha spinto a provare, e così ho realizzato l’unica macchina con 5 mole – la prima AL 5. La macchina in questione era una via di mezzo anche in termini di prezzo, anche se era più simile a quella con sei mole in termini di tecnologia, performance e capacità produttiva».
Perchè 5 mole?
«Perchè, appunto, all’epoca non c’era alcuna via di mezzo: esisteva un macchina molto grande a sei mole, e una a due mole periferiche che era, al contrario, molto piccola. Le nostre macchine avevano 3 mole per lucidare, mentre quelle della concorrenza ne avevano due, ma il loro prezzo era invece molto simile a quello dei competitori. Questo rappresentava senza dubbio un grosso vantaggio per i clienti. Queste macchine avevano un nome diverso dalle altre: AL 8 Special, ad esempio e AL 7 Special. Ora, ovviamente, i nomi delle nostre macchine sono stati unificati per esigenze di semplificazione, ma una delle loro caratteristiche principali è rimasta la stessa, ed è la robustezza. Abbiamo recentemente sostituito una macchina che presentammo nel 1989 alla fiera Vitrum: ha lavorato bene per ben 20 anni!».
Produzione standard ma flessibile
«Durante questi primi anni di produzione cercammo di standardizzare la nostra produzione ma, allo stesso tempo, di renderla flessibile in base alle esigenze della clientela. Cominciammo, dunque, con le molatrici rettilinee – creando 3 grandi linee. Prima quella piccola (serie AL), poi la TL, creata nel 1986-1987, all’epoca considerata una macchina grande. La successiva fu la TLR nel 1999, creata per lavorare lastre di vetro grandi, nel periodo in cui il vetro cominciava ad essere utilizzato su larga scala per scopi architettonici. Si trattava dell’unica macchina in grado di lavorare vetri grandi. Il passo ulteriore è stato quello di tre anni fa con la creazione della TLS, dovuta al fatto che il peso e lo spessore (fino a 100 millimetri) delle lastre di vetro stavano costantemente aumentando».

Bisellatrici
Bisogna ritornare al 1989 periodo in cui le bisellatrici erano molto richieste. Anche per esse Adelio Lattuada applicò la stessa teoria applicata per le altre macchine, dal momento che sul mercatro c’erano solo due tipi di bisellatrici: piccole o grandi. Adelio Lattuda, di conseguenza, creò la bisellatrice Gamma 8. «La macchina in questione era più lenta di quelle più grandi ma molto più agile anche perchè lavorava fino a 20/25° con la stessa qualità delle macchine più grandi. Successivamente ampliammo la serie e ora abbiamo una gamma di bisellatrici che hanno sempre mantenuto buoni livelli di vendita».
Espansione continua
L’espansione è continuata e continua ancora oggi. L’azienda spostò al primo piano l’ufficio tecnico così che fu possibile avere altri uffici all’ingresso. Ciò portò l’area totale dell’azienda a 4000 metri quadrati. I piani sono ora l’ampliamento dell’ufficio commerciale e l’acquisizione di un’altra fabbrica.
Vendita e produzione
«Gli anni 2005-2006 sono stati molto positivi; ora, a causa del tasso di cambio euro dollaro, i produttori di macchine hanno dovuto modificare la loro strategia. Le aree in cui gli affari vengono condotti in dollari, come il Medio Oriente per esempio, hanno subito importanti cambiamenti. La Adelio Lattuada non si concentra molto nella aree del dollaro e di conseguenza non ha registrato sostanziali differenze nelle vendite, mentre la Russia continua a mantenere la sua posizione con alcune vendite anche se su base non regolare. Abbiamo venduto anche negli USA ma non si tratta del nostro mercato principale. Il Brasile è stato per noi un mercato importante negli anni 90, mentre attualmente il nostro principale mercato è il nord Europa. La Spagna è il paese attraverso il quale abbiamo cominciato ad entrare nel mercato internazionale e dove continuiamo ad avere una fetta di mercato considerevole. Attualmente stiamo ottenendo buoni risultati in Germania, nei Paesi Bassi, in Austria, in Belgio e in Inghilterra, soprattutto per quanto riguarda le macchine speciali. Ci stiamo concentrando, infatti, su macchine speciali per vetri di grandi dimensioni e questo rappresenta per la Adelio Lattuada un mercato sul quale può essere la prima fornitrice di macchine. Il nord, in ogni caso, è il luogo in cui il vetro st ratificato è più utilizzato e dove la produzione di vetri speciali è più avanti di tutto il resto d’Europa».
Sviluppi
«Al momento ci stiamo concentrando su macchine bilaterali, che formeranno come il resto delle nostre macchine, una loro famiglia e una loro serie. Le nostre bilateriali dovranno diventare una linea, cosa che richiede un certo sforzo, dal momento che ogni cliente ha i propri dettagli da inserirvi. Saremo in grado di sviluppare 4 linee di macchine per la molatura rettilinea: la maggioranza delle parti e la base della macchina sono standard. Quando il cliente richiede una macchina personalizzata, noi sappiamo che le modifiche da apportare possono raggiungere il 20 per cento mentre l’80 per cento restante è standard. Per esempio: se abbiamo bisogno di installare una rastrelliera con un braccio che può essere lungo fino a 5 o 6 metri, a seconda delle esigenze del cliente, (in confronto alla misura standard di 3 o 4 metri), non c’è differenza. Stiamo lavorando sull’integrazione delle varie parti, in modo da essere in grado di installare parti della TL sulla TLR. Questo significa che, installando una parte della TLR, una m acchina di alta qualità, sulla TL non si tradurrà in una grande differenza di prezzo». Anche per quanto riguarda le macchine usate, la Adelio Lattuada può sostituire la maggior parte dei pezzi, anche su macchine che hanno lavorato per più di 10 anni, senza difficoltà o problemi d’uso per gli operatori, dando alla macchina usata ancora un po’ di vita. Questo è conveniente anche per l’azienda stessa, dal momento che le permette di non avere bisogno di un grande magazzino di pezzi singoli.
Quante macchine costruite ogni anno e a quanto ammonta il fatturato 2007/2008?
«La Adelio Lattuada costruisce circa 100 macchine all’anno, ma non ci concentriamo sulla quantità ma sulla qualità che richiede più tempo. Ciò logicamente conduce al fatto che l’azienda sta cercando di assumere più personale per lavorare sulle nuove macchine speciali che sta costruendo. Attualmente ci sono 2 macchine che stanno per es sere costruite: due 13 mole ad angolo variabile con bracci lunghi sei metri. Per quanto riguarda il fatturato, è sempre aumentato del 20 per cento di anno in anno e dopo un periodo in cui è aumentato del 7/8 per cento siamo ritornati al consueto 20 per cento».
«In fiera abbiamo portato uno dei modelli “di punta” della nostra gamma di molatrici rettilinee per la lavorazione del filo piatto con filetti e angolo variabile: la TLR 13 AV C. Questo macchinario è diventato sempre più apprezzato nel corso degli anni ed è ora uno dei più utilizzati dai maggiori produttori di vetro stratificato per l’edilizia pesante del nord Europa. Dal primo modello prodotto ad oggi, anche se la macchina può sembrare a prima vista invariata, sono stati invece apportati molti miglioramenti, sempre mantenendo però inalterato il suo “cuore”. Questa è la nostra filosofia di lavoro: avendo solide basi, preferiamo piccole ma continue migliorie a grandi e drastiche modifiche. Solo un esempio: quando questo modello è stato lanciato per la prima volta, poteva lavorare spessori fino a 30 mm, mentre ora lo spessore massimo lavorabile è di 55 mm».
Traduzione dell’articolo “Adelio Lattuada: specialized glass processing machinery” tratto da Glass-Technology International n. 6/2008
|