 Questo è possibile grazie anche alla comparsa di importanti agevolazioni sul piano fiscale relative alla ristrutturazione della propria abitazione, che hanno portato ad un sostanziale mutamento del mercato edile: si è verificato, infatti, un evidente rallentamento degli investimenti per nuove strutture edilizie, a favore di interventi di riqualificazione e restauro del proprio patrimonio abitativo. Inoltre, è decisamente più semplice avere la possibilità di migliorare e rimodernare. un bene che già si possiede, piuttosto che investire capitali in nuove costruzioni.
In tema di serramenti, gli emendamenti approvati all’articolo 29 del decreto 185 riportano il 55% alla sua originale efficacia. La detrazione verrà spalmata su 5 anni e sarà necessaria una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate. Un respiro di sollievo, dunque, per operatori e cittadini e dietrofront del governo sulla detrazione fiscale.
Tutto torna come prima o quasi. Almeno per i prossimi due anni verrà mantenuto il 55% e soprattutto il suo impatto visto che non ci saranno più limiti di spesa annuali, come quelli indicati nel decreto 185/08.
L’iniziativa statale, che sottolinea la problematica energetico-ambientale, permette di ottenere uno sgravio fiscale pari al 55% dell’imponibile speso per l’installazione di finestre, scuri, persiane e tapparelle ad alta efficienza che evitino la dispersione di calore.
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I responsabili della dispersione Energetica
Se analizziamo i principali responsabili della dispersione energetica di un edificio, ci rendiamo immediatamente conto che le finestre, soprattutto quelle di vecchia fattura, sono il punto debole di qualsiasi tipo di ambiente e, quindi, la prima causa di spreco di energia.
Una finestra dalle basse prestazioni permette, infatti, l’entrata dell’aria fredda e l’uscita di quella calda, non garantendo un isolamento ottimale sia in estate che in inverno, causando così un aumento delle spese di riscaldamento. Ad esempio, in una villetta a schiera di testa, le finestre sono responsabili per il 40% della dispersione energetica.
L’acquisto di nuovi infissi conviene di sicuro quando le vecchie finestre mostrano carenze evidenti (assenza di guarnizioni, montaggio non ermetico ecc.) o incompatibili con il resto dell’edificio. Un infisso nuovo aiuta a ridurre i consumi energetici e quindi i costi. Una volta installate le nuove finestre, bisognerebbe modificare anche le abitudini di aerazione della casa adeguandole alla mutata situazione.
I parametri da considerare quando si scelgono dei nuovi infissi sono anzitutto il valore U del vetro, del telaio e del distanziatore. Un altro aspetto importante riguarda il montaggio a tenuta.

Valori U consigliati
Valore U o coefficiente di trasmittanza termica: è un indice che misura la dispersione termica dei diversi elementi costruttivi. Quanto più basso risulta il valore U, tanto migliore, cioè più contenuto, è il grado di dispersione termica.
Le proprietà isolanti delle finestre dovrebbero essere adeguate a quelle degli altri elementi costruttivi e quindi al rendimento energetico complessivo dell’edificio.
Per gli edifici a basso consumo energetico si consiglia in ogni caso l’impiego di vetri termoisolanti, il cui valore U standard è compreso tra 1,1 e 0,9 W/m²K. Come già accennato, oltre al valore U del vetro (Uv) bisogna considerare anche quello del telaio (Ut), che in una buona finestra standard è compreso di norma tra 1,3 e 1,8 W/m²K.
Il valore U non ha invece alcuna influenza sulle dispersioni di calore dovute a un montaggio non corretto dell’infisso. Se la finestra non è montata correttamente, si creano dei punti deboli con conseguente perdita di energia. Le giunzioni non ermetiche causano inutili dispersioni termiche in inverno e un apporto di calore indesiderato in estate.
Distanziatori
I distanziatori o profili intercalari sono quegli elementi che, come dice il nome, servono per creare una distanza uniforme tra i vetri di una finestra. La qualità dei distanziatori dipende dalla conducibilità o trasmittanza termica del materiale in cui sono realizzati. I distanziatori in alluminio hanno una trasmittanza elevata (valore λ pari a circa 160 W/mK) e perciò comportano un’altrettanto elevata perdita di calore. Più efficienti dal punto di vista energetico sono gli elementi in acciaio inossidabile (valore λ circa 17 W/mK), in butile (valore λ circa 0,27 W/mK) o in speciale materiale plastico (valore λ circa 0,19 W/mK).
Coefficiente g
Accanto ai valori U di vetro e telaio, un ulteriore parametro di qualità è il cosiddetto "fattore solare" o coefficiente g. Esso indica la percentuale di energia solare che penetra in un edificio attraverso le superfici vetrate. Laddove possibile, dovrebbe essere superiore al 50 %. Un coefficiente g del 60 % significa che il 60 % dell’energia solare incidente penetra nell’edificio, mentre il restante 40 % viene riflesso verso l’esterno.
Insonorizzazione
Un altro importante fattore qualitativo delle finestre è il grado di insonorizzazione. Specie negli edifici che sorgono a ridosso di strade molto trafficate, le finestre devono garantire un alto livello di insonorizzazione (valore raccomandato: min. 37 dB).
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