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Il Vetro e la Green Economy: un’alleanza promettente

Gli ambiziosi obiettivi che l’Europa si è data, racchiusi nella formula “20-20-20”, richiedono per essere rispettati una serie di impegni e di investimenti capaci davvero di imprimere un nuovo impulso all’economia. Nello stesso tempo, implicano con ogni probabilità un profondo cambiamento nelle abitudini e nello stile di vita di noi cittadini.

Il cosiddetto pacchetto clima deliberato dal Parlamento Europeo infatti prevede che entro il 2020 si riesca a raggiungere una riduzione del 20% delle emissioni di gas a effetto serra, un aumento del 20% del risparmio energetico e un aumento del 20% della quota dei consumi totali coperta da energia prodotta da fonti rinnovabili.

Il sole è unanimemente considerato la fonte energetica più promettente in natura. Le tecnologie per sfruttarla nel migliore dei modi stanno facendo grandi passi in avanti: i primi risultati davvero concreti sono attesi entro pochissimi anni.

E’ la nuova frontiera della Green Economy, che si propone di costruire un nuovo modello di sviluppo “decarbonizzando” l’economia e investendo pesantemente sulle fonti energetiche rinnovabili – sole, vento, maree, calore della Terra – scommettendo sul fatto che, col progresso scientifico e le economie di scala, le tecnologie necessarie saranno sempre più efficienti e meno costose.

Tra tutte le fonti d’energia pulita disponibili, e più in generale tra le cinque innovazioni che cambieranno il nostro modo di vivere nei prossimi cinque anni (Next Five in Five), gli analisti della IBM mettono al primo posto l’energia solare, la più intensa, la più gratuita, la più pulita e la più disponibile fonte presente in natura. Si dovrà solo capire come catturarla ottimizzando i costi e riducendo al minimo gli eventuali effetti negativi indotti, come accade per esempio nella produzione delle celle al silicio per il fotovoltaico.

Il fotovoltaico è il metodo di sfruttamento dell’energia solare più noto: è però ancora costoso e di produzione non priva di inconvenienti. La soluzione arriverà con le celle a struttura molecolare organica, passo ulteriore per arrivare all’autoproduzione di energia elettrica attraverso il sistema vetrocamera.

Proprio per il fotovoltaico gli sforzi sono ora massimamente concentrati nel cercare di scoprire e isolare nuove molecole organiche, con le quali mettere a punto e produrre celle fotovoltaiche di nuova generazione che possano convertire la luce in elettricità in maniera molto più efficace e meno costosa. Questo progetto, su cui stanno lavorando in collaborazione la IBM e l’Università di Harvard, è estremamente ambizioso e soprattutto troppo lungo se perseguito in maniera tradizionale. Per ridurre drasticamente i tempi di analisi e test, si è deciso di avvalersi del Wcg (World Community Grid), un sistema di calcolo distribuito che sfrutta il tempo di inattività di milioni di computer in tutto il mondo e che ha già dato brillantissimi risultati nella ricerca medico-scientifica, per esempio nella cura dell’AIDS. Nel giro di qualche anno, secondo le previsioni, le celle fotovoltaiche organiche troveranno applicazioni adatte anche a produzioni di elettricità di ridotta quantità, per una diffusione capillare ad uso domestico o di singola azienda: si arriverà al vetro strutturale, con il sistema vetrocamera che diventerà uno dei metodi più utilizzati per l’autoproduzione di energia elettrica nelle zone a clima temperato.

Diverso invece il destino del solare termico, che nella versione del premio Nobel Carlo Rubbia sta riscuotendo grandissimo interesse in tutto il mondo e che nelle prime sperimentazioni ha già dato riscontri molto positivi. Le zone desertiche o quelle a maggiore irraggiamento solare potranno ospitare insediamenti di grande o grandissima superficie, progettati per la produzione di 1kWh per ogni 5 litri di sali minerali, fusi catturando l’energia solare con l’impiego di specchi parabolici pluri o monodirezionali. La tecnologia richiesta alle diverse aziende fornitrici è particolarmente specifica a causa delle elevate temperature raggiunte dal liquido (oltre 600 gradi C) e per le condizioni climatiche difficili in cui si deve operare. Anche in questo caso gli sviluppi sono rapidi e, soprattutto, per le aziende coinvolte si è aperta una gara che ha in palio la chiave di un business di sicuro successo per gli anni a venire.

Grandi sviluppi sono attesi dal sistema solare termico, che, nella versione proposta dal fisico italiano nonché Premio Nobel Carlo Rubbia, esalta ai massimi livelli la capacità di catturare l’energia solare. La corsa delle aziende dell’intera filiera è già iniziata: il green business è la grande scommessa di questo inizio secolo.

Nonostante i difficilissimi momenti che l’economia mondiale sta attraversando, testimoniati del resto dalle contrazioni nei consumi energetici degli ultimi mesi, tutte le previsioni confermano un sostanziale incremento del fabbisogno di energia nei prossimi venticinque anni: da qui nasce la necessità ineliminabile di produrre energia in maniera più pulita ed economica. Saranno necessari grandi investimenti e grande oculatezza politica, perché la collaborazione internazionale sarà una condizione indispensabile e determinante. Per restare nel nostro settore, probabilmente il carro dell’innovazione sarà spinto soprattutto dalle aziende operanti nel mondo del vetro più avvezze alla concorrenza internazionale: ma l’appoggio di ciascun sistema-Paese sarà determinante per assicurare le condizioni di competitività minime indispensabili per emergere.




Foto: Vitrum NewsOnline
Ultima rassegna: May 2009


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