| Macchinari |
Michela e Nicola, la seconda generazione per Adelio Lattuada
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Fondata nel 1978 a Carbonate, in provincia di Como, la società Adelio Lattuada ha iniziato la sua attività fornendo servizi di assistenza tecnica. Con gli anni ’80 ha incominciato ad occuparsi della progettazione e produzione di macchinari per la lavorazione automatica degli angoli, ampliando poi la sua attività ai macchinari per la molatura e la bisellatura. La continua evoluzione tecnologica ha portato la Adelio Lattuada a concentrare la propria offerta su prodotti che offrissero la massima flessibilità e semplicità di utilizzo unitamente alla limitata necessità di manutenzione.
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Oggi la Adelio Lattuada, dopo aver venduto oltre 2.000 macchine dalla sua fondazione, è una società fortemente radicata nel mercato mondiale, esporta l’80% della propria produzione in più di 90 Paesi e vanta un tasso di riacquisto superiore al 90%.
Il suo presente e soprattutto il suo futuro è sempre più nelle mani dei fratelli Nicola e Michela Lattuada, che rappresentano a pieno titolo la seconda generazione alla guida dell’azienda di famiglia.
1. Cari Nicola e Michela Lattuada, oggi l’azienda conta sul vostro lavoro per proseguire la sua corsa: avete sempre pensato che il vostro futuro lavorativo sarebbe stato ad essa dedicato?
M: Prima di entrare in azienda stabilmente e viverla nel quotidiano, ho affrontato altre esperienze lavorative, sempre però con l’obiettivo finale di crearmi un piccolo bagaglio di esperienza da portare poi nella nostra azienda. Ho mille ricordi infatti di estati trascorse in ufficio ad aiutare mia madre o di fiere, sia in Italia che all’estero, vissute con quelli che sarebbero diventati in seguito i miei colleghi. Io e mio fratello, non per retorica, siamo letteralmente cresciuti con la “ditta”, seguendone con soddisfazione e orgoglio lo sviluppo, i cambiamenti di sede e i piccoli e grandi traguardi di volta in volta raggiunti.

Fortemente impegnata sui mercati mondiali come tutto il Made in Italy di successo, oggi per il consolidamento del suo successo la Adelio Lattuada conta su Michela e Nicola, i rappresentanti della seconda generazione della famiglia alla guida dell’azienda.
N: Ho ricordi dell’azienda fin da piccolo, vacanze scolastiche passate in azienda, presenze nelle fiere di settore…ovviamente tutto con ancora un sapore diverso senza la visione di un futuro già chiaro. Dopo gli studi ho voluto provare altre esperienze lavorative per potermi confrontare non solo con un lavoro differente, ma anche in un ambiente e in una situazione diversa. Nel momento però di decidere sul mio futuro è stata naturale la scelta di entrare in azienda dove ho cercato di portare tutta l’esperienza fatta e la voglia di parteciparne attivamente alla gestione. Anche se non in tutti i momenti della vita ci sono certezze, dentro di me penso di aver sempre avuto la spinta e la voglia di entrare in questo progetto familiare.
2. Come avete conciliato il vostro curriculum studii con il vostro incarico attuale?
M: Già ai tempi delle scuole medie avevo la passione per le lingue, che ho studiato sempre e che continuo ad approfondire anche ora, pur avendo terminato da qualche anno gli studi. E’ stato quindi naturale arrivare pian piano ad occuparmi in buona parte del rapporto con l’esterno dell’azienda, sia in quanto responsabile dell’area comunicazione e marketing, sia per quanto concerne invece la documentazione tecnica e di servizio al cliente che viene fornita con i nostri macchinari.
N: Ho sempre cercato di seguire le mie passioni e le mie attitudini. Ho quindi frequentato il Liceo Scientifico per poi iscrivermi ad Ingegneria Informatica con esami dedicati al ramo dell’ Automazione Industriale. Una volta entrato in azienda ho cercato di trasferire tutto ciò che era nel mio bagaglio, rinnovando la struttura informatica dell’azienda ed iniziando un percorso di informatizzazione dei diversi processi aziendali per supportare adeguatamente la trasformazione e le nuove sfide del mercato. Anche la parte di Automazione dei macchinari ha subito delle evoluzioni nell’ottica della semplicità d’uso per il cliente e di flessibilità data dall’aver portato il know-how all’interno. Ovviamente il mio ruolo in azienda è più variegato e molteplice, ma in questo caso penso che per poter affrontare ruoli diversi, oltre all’importante bagaglio culturale e di forma mentale dato dalla scuola (che è la base), valgono anche una vera esperienza sul campo e le attitudini personali.

3. In considerazione delle diverse funzioni che oggi ricoprite, quale è stato il vostro percorso formativo all’interno dell’azienda?
M: Negli anni ho svolto diversi ruoli. In un’azienda come la nostra, a conduzione familiare, è importante avere il quadro d’insieme di tutti gli aspetti che compongono le attività svolte. Dopo aver fatto esperienza collaborando con i nostri vari reparti, negli ultimi anni ho focalizzato la mia attenzione su due aspetti tra loro diversi, ma uniti dal tratto comune del rapporto con il cliente: da un lato l’aspetto di comunicazione/marketing e quindi rapporti con le riviste dove pubblichiamo articoli e pagine pubblicitarie, sito internet, partecipazione a fiere e dall’altro l’aspetto qualità, con riferimento alla documentazione tecnica e tutti gli strumenti che forniamo agli operatori che lavoreranno sui nostri macchinari.
N: Inizialmente, come dicevo, sono entrato in azienda occupandomi dei ruoli più vicini ai miei studi, quindi responsabile dei sistemi informativi, per poi passare ad occuparmi di automazione industriale e di ricerca e sviluppo. Dopo queste prime fasi, che ancora seguo, mi sono sempre più dedicato anche ad alcuni aspetti legati alla gestione commerciale, come l’organizzazione e la partecipazione alle fiere internazionali di settore, alla gestione dei rapporti con alcuni degli agenti della nostra rete vendita, ecc..
4. Qual è oggi il vostro apporto critico e creativo all’azienda: vi sentite più dei continuatori di un’opera avviata con successo oppure degli innovatori?
M: Direi degli “innovatori nella continuità”. Non siamo entrati in azienda con la presunzione di cambiare tutto o imporre le nostre idee. Ci sentiamo legati a quella che è sempre stata ed è tutt’ora la filosofia alla base del nostro agire come azienda. Quello che abbiamo voluto apportare come valore aggiunto è una visione delle risorse a nostra disposizione che tiene conto del nostro essere cresciuti in un contesto dove si sono sviluppati mezzi di comunicazione che offrono mille possibilità e che noi cerchiamo di sfruttare al meglio.

N: Mi associo alla definizione data da mia sorella poiché ci sono dei valori che l’azienda ha perseguito fin dalla nascita, soprattutto nelle relazioni con il cliente, che sono fondamentali e che quindi continuiamo a ritenere importanti. A questo ovviamente si aggiunge però anche un apporto volto al cambiamento inteso nella sua accezione migliore, mirato cioè a portare l’azienda (per esempio anche con l’informatizzazione di alcuni processi) ad un modello di funzionamento più vicino a quello odierno. Il cambio generazionale non è mai semplice, bisogna riuscire a conciliare la visione “imprenditoriale” di chi ha cominciato con una visione oggi differente, integrandole e prendendo il meglio da entrambe senza eccessi.
5. Nel sito della Adelio Lattuada viene dato un buon risalto all’attività di comunicazione, con tanto di citazione di una famosa frase di Henry Ford: qual è il vostro pensiero in merito?
M: Uno dei cardini del nostro modo di interpretare il rapporto con i clienti è l’importanza che diamo al fatto di mantenere con loro un rapporto diretto e che si possa identificare in “persone” con un volto e una voce. Avendo però clienti in paesi del mondo ovviamente anche molto lontani, è importante sfruttare tutti i mezzi di comunicazione di cui ci possiamo avvalere: dalla partecipazione, in prima persona o tramite agenti, a molte delle più importanti fiere del nostro settore, all’invio di pagine pubblicitarie e articoli di prodotto o istituzionali alle riviste di settore. Infine il sito internet: il mezzo sicuramente più rapido ed immediato per tenere aggiornati i visitatori, i clienti o anche i semplici curiosi sulle ultime novità che ci riguardano.
N: Concordo con mia sorella nel sottolineare l’importanza che ha la comunicazione oggi nel mondo moderno. Ovviamente la priorità è creare una “sostanza” e non un’immagine vuota, ma credo sia anche fondamentale trasmettere all’esterno i valori aziendali a cui si accennava in precedenza. Esportando poi una buona parte della nostra produzione all’estero è ancora più importante poter raggiungere ogni possibile interlocutore nel modo più corretto e specifico. Crediamo molto anche in tutti i nuovi canali creati dal mondo della comunicazione e della tecnologia per poter avvicinare sempre più il cliente alla nostra società. In questo mondo molto vario teniamo però a volerci presentare con un’immagine e una linea comune che non destabilizzi, ma che invece renda familiare a tutti la nostra azienda.
6. Quale consiglio vi sentireste di dare ad un giovane imprenditore che sta per iniziare il vostro cammino?
M: Trovo che l’atteggiamento migliore sia quello di predisporsi all’ascolto per imparare il più possibile da chi si incontrerà durante il proprio percorso e saper proporre, senza imporre e al momento giusto, nuove idee e progetti.
N: Prima di tutto dialogo e umiltà, c’è da imparare da tutti… la curiosità per poter ampliare le proprie conoscenze… il confronto e la capacità di accettare le critiche per poi però arrivare ad una fase propositiva, attiva, dando il proprio contributo. Il cambio generazionale non è quasi mai un processo semplice ed automatico. Bisogna essere pronti a qualche sacrificio, ma essendo consapevoli che le soddisfazioni li ripagheranno ampliamente.
7. Da più parti sta iniziando ad avvertirsi un lieve profumo di ottimismo sul prossimo futuro, o almeno pare fermata la corsa del catastrofismo: siete d’accordo con questa valutazione?
M&N. Diciamo che una parte di questa “crisi” è stata anche generata da un allarmismo e da un pessimismo generalizzato che ha amplificato una situazione, certamente con basi reali, di difficoltà. Per quanto ci riguarda, cerchiamo di essere il più realisti possibile anche se con un pizzico di ottimismo. Detto ciò il momento attuale ci sembra ancora piuttosto “fermo” in una fase di stasi e di aspettativa. Crediamo comunque che nel finale dell’anno, e sperando che la nostra importante fiera di settore (il “Vitrum”) serva da volano, il mercato cominci a ritornare verso una crescita dato che crediamo ne abbia tutte le possibilità.
8. Qual è la vostra ricetta per una ripresa reale e, si spera, duratura?
M&N: Crediamo che sicuramente qualcosa cambierà al momento della ripresa. Speriamo che si possa razionalizzare cambiando alcuni equilibri, premiando chi ha sempre tenuto una politica di correttezza sia verso i propri clienti sia verso i proprio concorrenti. L’etica del mercato, sebbene possa sembrare un’utopia, crediamo che possa, anche nella realtà, essere tenuta almeno come faro da seguire. Quindi, sintetizzando, la ricerca e lo sviluppo per una sempre costante evoluzione, l’agilità per essere i primi a reagire ai cambiamenti, la flessibilità per poter fornire al cliente soluzioni personalizzate e la concretezza nella gestione aziendale senza lasciarsi attrarre dalle chimere di una finanza spinta a creare un profitto basato su un castello di numeri senza fondamenta. Infine fiducia e aiuto reciproco.
VITRUM
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vitrum@vitrum-milano.it - www.vitrum-milano.it
Press Office
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Ultima rassegna: Sep 2009 |
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