 
Centro Scolastico Max Valier (Bolzano) - www.teleya.fr
Requisiti Essenziali dei prodotti da costruzione:
1. Resistenza meccanica e stabilità
2. Resistenza al fuoco
3. Igiene, salute, ambiente
4. Sicurezza nell’impiego
5. Protezione contro il rumore
6. Risparmio energetico
1. Vetrate isolanti
La Norma di riferimento per le vetrate isolanti è la EN1279, suddivisa in 6 parti
Norma Armonizzata (Specifiche tecniche di prodotto) EN 1279-5 che definisce:
• Destinazione d’uso
• Valutazione di conformità
• Procedura marcatura CE
Norme di supporto:
EN 1279-1: generalità, tolleranze dimensionali e regole per la descrizione del sistema
EN 1279-2: metodo per la prova di invecchiamento e requisiti per la penetrazione
del vapore d’acqua
EN 1279-3: prove d’invecchiamento e requisiti per la velocità di perdita di gas
e per tolleranze di concentrazione del gas
EN 1279-4: metodo di prova per le proprietà fisiche delle sigillature del bordo
EN 1279-6: controllo di produzione in fabbrica e prove periodiche
Le verifiche necessarie per l’attestazione di conformità sono attuate dagli Organismi notificati
Organismi Notificati che sono:
• Organismi di Certificazione
• Organismi di Ispezione
• Organismi di Prova
autorizzati e notificati alla Commissione Europea dallo Stato di appartenenza.
Le procedure per l’Attestazione di Conformità dei prodotti si attuano secondo la seguente classificazione in sistemi:
1+
- Certificazione rilasciata da un Organismo Notificato
- ITT(Prova di Tipo Iniziale in laboratorio Notificato)
- Audit di verifica del FPC (Factory Production Control)
- Sorveglianza continua anche con prelievo di campioni e prove in laboratorio
1
- Certificazione rilasciata da un Organismo Notificato
- ITT(Prova di Tipo Iniziale in laboratorio Notificato)
- Audit di verifica del FPC (Factory Production Control)
- Sorveglianza continua
2+
- Dichiarazione di conformità del produttore
- Sorveglianza continua del FPC (Factory Production Control)
2
- Dichiarazione di conformità del produttore
- Verifica iniziale del FPC (Factory Production Control)
2
- Dichiarazione di conformità del produttore
- Verifica iniziale del FPC (Factory Production Control)
3
- Dichiarazione di conformità rilasciata dal produttore
- ITT (Prove di Tipo Iniziale in laboratorio notificato)
- FPC a carico del produttore
4
- Autocertificazione del produttore (con FPC)
I prodotti vetrari sono considerati in funzione dell’uso previsto e quindi ne viene richiesta l’attestazione secondo il sistema 1 (per prodotti per i quali il costruttore dichiara funzione antiproiettile, resistenza al fuoco e resistenza all’esplosione) e sistema 3 (per tutti i prodotti per i quali il costruttore dichiara l’isolamento acustico, la resistenza all’impatto, l’antieffrazione, la reazione al fuoco, l’isolamento termico).
L’applicazione della Direttiva comporta la marcatura CE obbligatoria dei prodotti vetrari e la conseguente apposizione della marcatura che sta ad indicare che il prodotto soddisfa i requisiti minimi indicati; la marcatura CE non è quindi un marchio di qualità e si limita ai solo aspetti compresi nei requisiti essenziali che ogni Stato membro può richiedere.
Il Dlg.192 del 2005 (e sue successive integrazioni) impone l’utilizzo di vetrate isolanti con determinate prestazioni energetiche, conseguentemente il produttore di vetrate isolanti deve dichiarare il coefficiente di scambio termico U (W/m2 * K); il prodotto vetrata isolante ricade quindi nel Sistema di Attestazione Conformità 3.
Il sistema di controllo da applicare al prodotto vetrata isolante è indicato nella norma EN 1279-6, le indicazioni fornite hanno lo scopo di permettere l’attuazione di un piano di controllo che permetta un’adeguata valutazione di conformità del prodotto alla norma.
Il produttore di vetrate isolanti in conformità alla norma EN1279-5 (con attestazione di conformità secondo il sistema 3) deve implementare il controllo di produzione (FPC, non oggetto di alcuna verifica terza), produrre le vetrate isolanti da inviare al laboratorio di prova notificato per le prove di tipo iniziale (ITT), redigere una dichiarazione di conformità ed applicare la marcatura CE dichiarando obbligatoriamente la prestazione energetica (in questo caso tramite calcolo secondo EN 673); nessun ulteriore controllo è previsto in fase di certificazione.
Oltre a stabilire i livelli minimi di controllo sui materiali e sulla produzione, il piano di controllo produzione stabilisce anche che siano redatti documenti specifici per definire: le responsabilità, un piano formativo, un piano di revisione del sistema di controllo, un elenco descrittivo dei macchinari usati, modi e tempi di stoccaggio e movimentazione del prodotto finito.
Inoltre il produttore deve predisporre uno o più “fascicoli tecnici” dove descrivere le vetrate isolanti prodotte, a tale scopo deve indicare: i materiali utilizzati per l’assemblaggio, un disegno in scala del profilo della vetrata dove siano evidenziati i materiali in questione, la sigillatura e l’assemblaggio con un disegno in scala del profilo di permeabilità (figura 1) e dimensioni dei materiali usati, metodo di riempimento con gas e verifica della sua concentrazione, modalità d’utilizzo dei sistemi di compensazione della pressione.
Tutti i materiali utilizzati devono rispondere ai requisiti della norma EN 1279 o alle norme di riferimento pertinenti, per tutti deve essere presente adeguata documentazione (schede tecniche, di sicurezza, metodi di prova ecc.) che per il singolo lotto è rappresentato dal rapporto di prova del fornitore. Per i sigillanti, ad esempio, devono essere presenti Rapporti di Prova che attestino il superamento dei test previsti in EN 1279/2(determinazione dell’indice di penetrazione del vapore d’acqua, I %), EN 1279/3(misura della velocità di perdita di gas, Li %), EN 1279/4(determinazione della permeabilità di membrane di sigillante al gas e al vapore d’acqua, caratteristiche di adesione al vetro), EN 1279/6(verifica dell’appannamento, fogging, e determinazione del contenuto volatile).
FIGURA1
FIGURA 2

Per mantenere la conformità del prodotto è necessario applicare il piano di controllo definito nelle tabelle incluse nella norma EN 1279/6, in particolare prima di avviare la produzione bisogna:
• verificare la corretta miscelazione dei sigillanti bi componenti;
• verificare l’eventuale presenza di bolle d’aria nel sigillante;
• preparare il campione per la verifica della durezza shore;
• preparare il campione per la verifica dell’adesione sigillante/vetro (prova farfalla);
• preparare il campione per la verifica dell’adesione sigillante/distanziatore;
• verificare la permeabilità dei fori e la tenuta della saldatura dei distanziatori;
• verificare la capacità di assorbimento del disidratante;
• verificare la quantità di butile;
• verificare la dimensione dei telai rispetto al vetro.
Tutti gli strumenti di misura devono essere controllati ed alle prove deve corrispondere una registrazione.
Allo scopo di elevare qualitativamente il prodotto vetrata isolante ad uno standard controllato, il produttore può scegliere di aderire alla certificazione volontaria di qualità Marchio UNI, gestita da CSI in partnership con Stazione Sperimentale del Vetro. Il fabbricante che sceglie tale possibilità di qualificazione di fatto attua Sistema di Attestazione Conformità 1+ (il livello massimo previsto per i prodotti da costruzione) infatti deve:
• implementare il controllo di produzione (FPC) previsto dalle Regole del Marchio UNI;
• sottoporsi ad una verifica iniziale per controllo del FPC e il campionamento delle vetrate destinate alle prove iniziali (ITT);
• a seguito di esito positivo delle verifiche applicazione del Marchio UNI;
• successivamente sono effettuate dall’organismo di controllo due verifiche di sorveglianza all’anno senza preavviso, che possono aumentare in caso di non conformità;
• durante le verifiche sono controllati sistematicamente il FPC, la produzione, la qualità dei materiali impiegati, la funzionalità dei macchinari
• ogni anno vengono campionate vetrate di normale produzione per le prove di mantenimento.
2. Vetri Trattati Termicamente
Ricadono sotto questa famiglia i prodotti di vetro piano o curvato caratterizzati da uno stato tensionale permanente di compressione sulle superfici e di trazione nella parte centrale; tale condizione si ripercuote, tra le altre cose, sulle caratteristiche meccaniche del prodotto trattato. Sono state descritte ed eseguite, in uno spirito di forte reciprocità nel flusso di informazioni docente-allievi, con attiva partecipazione dei tutor di Vetroricerca, le principali prove descritte dalle numerose normative europee. Trattasi della misura della tensione permanente di compressione superficiale prevista dalle Norme UNI EN 12150-2:2005, per vetri temprati termicamente di sicurezza, UNI EN 1863-2:2005 per vetri induriti termicamente e UNI EN 14179-2:2005 per vetri temprati termicamente di sicurezza poi sotto-posti ad HST.
Per questa prova è stato descritto il principio di funzionamento del polarimetro di superficie ad angolo radente meglio conosciuto come GASP e conforme alla norma americana ASTM C1279-2009; con questa strumentazione sono state eseguite prove pratiche con il coinvolgimento degli allievi. Dopo le misure eseguite con polarimetro di superficie ed in relazione alla grandezza fisica presa in esame, la birifrangenza, sono state descritte ed eseguite analisi polariscopiche di carattere sia qualitativo che quantitativo con lo scopo di verificare la distribuzione delle tensioni dovute al processo termico.
Per il vetro trattato termicamente le lezioni hanno inoltre descritto le prove di Frammentazione descritte dalle UNI EN 12150-1:2001, UNI EN 1863-1:2002 e UNI EN 14179-1:2005 e la prova di flessione a quattro punti secondo UNI EN 1288- 3:2001. Durante le esercitazioni pratiche sono state discusse le procedure descritte dai testi normativi e le procedure per la valutazione dei dati sperimentali, in modo particolare il comportamento del vetro trattato termicamente in caso di frattura con attenzione al requisito della sicurezza.
A completamento della rosa di prove caratterizzanti un vetro temprato di sicurezza è stata realizzata una prova d’impatto con apparecchiatura e procedure previste dalla Norma UNI EN 12600:2004 finalizzata alla classificazione del prodotto vetrario in caso d’urto accidentale con l’uomo (requisito antinfortunio). Sono stati inoltre forniti alcuni cenni in merito all’analisi frattografica, alle modalità di individuazione dell’origine della frattura e alle informazioni che da questa si possono trarre.
Sono state affrontate per sommi capi le possibili analisi realizzabili anche per vetri curvi trattati termicamente. Parimenti, sono stati forniti alcuni cenni relativi alle problematiche di rotture comunemente definite come “spontanee” e riconducibili a fenomeni che vanno dagli sbilanciamenti di tensione risultante nello spessore (dovuti al processo termico) alla presenza di inclusioni Solfuro di Nichel; per quest’ultimo caso è stato descritto il procedimento denominato HST (Heat Soak Test) unitamente alle possibili problematiche e verifiche eseguibili per gli impianti ad esso destinati.
3. Vetro Stratificato
In modo analogo a quanto proposto per i vetri trattati termicamente per vetri stratificati partendo dal processo produttivo si è arrivati alle principali prove caratterizzanti tali prodotti. Sono stati affrontati ed approfonditi i contenuti delle Norme UNI EN ISO 12543 (parte 1 e dalla 3 alla 6 del 2000 e parte 2 del 2006) e UNI EN 14449:2005 con particolare riferimento alle prove di durabilità previste dalla UNI EN 12543-4.2000, Boil Test, Umidity Test e Radiation Test. Attenzione è stata riservata al vetro stratificato di sicurezza illustrando la prova di laboratorio che sancisce questo importante requisito: la anzidetta UNI EN 12600:2004. Per questa Norma, applicabile anche al vetro temprato termicamente, sono state descritte le procedure per la calibrazione dell’apparecchiatura mediante misure di deformazione per via estensimetrica. Analogamente, per le prove di durabilità, sono state descritte le metodologie di conduzione dei test, le verifiche che devono essere eseguite sulle apparecchiature e le criticità del prodotto che attraverso queste prove possono emergere.

Nella trattazione dei vetri stratificati è stato introdotto il dualismo Safety e Security descrivendo e realizzando le principali prove caratterizzanti: la prova per il requisito Safety, già nominata, ovvero il Pendulum Test secondo UNI EN 12600:2004 e le prove per il requisito Security che, per quanto concerne le attività eseguite da SSV sono relative alle Prove di resistenza contro l’attacco manuale secondo UNI EN 356:2002. Sono state realizzate simulazioni di prove d’urto con sfere d’acciaio secondo UNI EN 356:2002, punto 6.1 e della Prova all’ascia, UNI EN 356:2002, punto 6.2. Per queste prove, oltre alla trattazione delle procedure e dell’interpretazione dei dati sperimentali, sono state descritte le possibili Classificazioni previste dalla Norma che possono essere assegnate alle vetrazioni in esame.
Le Regole di Concessione del Marchio UNI impongono, diversamente dai prodotti marcati CE, per i quali la norma non fornisce indicazioni, l’uso e l’applicazione di materiali in quantità determinate ed il controllo costante di apparecchiature, macchinari e strumenti; in particolare:
• sulle vetrate non deve risultare nessuna interruzione del sigillante esterno, nel caso vi siano interruzioni funzionali le vetrate devono comunque rispondere ai requisiti normativi e superare le prove nello stato d’uso;
• la quantità di sigillante interno deve essere di almeno di 2.0g/m, distribuito in modo omogeneo, senza interruzioni o restringimenti;
• lo spessore del sigillante esterno deve essere almeno 3.0mm;
• nei distanziatori riempiti con disidratante per almeno il 50% del perimetro del telaio, il livello di riempimento non deve essere inferiore al 90%;
• nei distanziatori raccordati da angolare, la zona d’angolo deve sempre essere sigillata con butile;
• i fori praticati sui distanziatori per il riempimento con gas devono essere sigillati ermeticamente;
• la concentrazione del gas non può essere inferiore a 85%;
• l’acqua di lavaggio dei vetri non può avere conducibilità superiore a 50 μS/cm;
• deve essere effettuato il controllo costante dei materiali in ingresso, della produzione e dei materiali in uso attraverso l’attuazione di tutte le prove previste con evidenza tramite registrazione su modulistica specifica.
Il sistema di certificazione volontaria ha permesso nel tempo di aumentare anche il livello qualitativo dei materiali utilizzati nella costruzione delle vetrate isolanti e di ottenere la documentazione attestante le loro performance qualitative creando inoltre un valore aggiunto attraverso la sua funzione garantista e di trasparenza per il produttore che, attraverso FPC e i controlli esterni assicura il controllo della qualità del prodotto immesso sul mercato, ed anche per committente e consumatore che, grazie alla marcatura identificativa del prodotto, hanno la possibilità di verificarne la qualità e di selezionare quindi sul mercato il prodotto più qualificato.
I vetri temprati e stratificati usati nelle vetrate isolanti marchiate UNI devono a loro volta essere oggetto di concessione del Marchio UNI, certificati quindi con schema analogo e specifico. La lista dei modelli certificati allegata alla concessione del Marchio UNI contiene anche le classi prestazionali riferite alla norme pertinenti; un utile supporto per decidere, ad esempio, che tipo di vetro di sicurezza utilizzare in funzione della norma UNI 7697 che è il riferimento normativo nazionale vigente in materia di sicurezza nelle applicazioni vetrarie.
In questo modo si è instaurato un sistema qualitativo a tutto tondo che qualifica sia le vetrate che i vetri usati nella loro produzione, verificando indirettamente anche gli altri materiali che sono solitamente utilizzati.
Ad ulteriore riconoscimento il CEN ha recentemente concesso al Marchio UNI lo status di Marchio Europeo, con la possibilità di applicazione del Keymark. Keymark : significa che tutte le procedure e i soggetti terzi coinvolti operano coerentemente con le regole previste a livello europeo; tale possibilità nella prospettiva, tutta da costruire, di un unico marchio europeo che superi i singoli marchi nazionali.
A cura di Ennio Mognato, Matteo Schiavonato, Andrea Stevanato (SSV)
La stazione sperimentale del vetro
La Stazione Sperimentale del Vetro è un ente pubblico economico di ricerca, creato dalla legge n. 1032 del 1954 con il compito di promuovere con indagini, studi, ricerche, analisi, il progresso tecnico dell'industria vetraria nazionale. Opera dal 1956 a Murano nei locali messi a disposizione dal Comune di Venezia ed è l'unico ente che si occupa istituzionalmente in Italia dei problemi tecnici e scientifici di tutta l'industria del vetro (cavo, piano, fibre, tecnico, a mano, materie prime, refrattari, forni ecc.), svolgendo la funzione di trasferimento dei risultati della ricerca, sviluppata autonomamente e in collaborazione con altri centri e università italiani ed esteri, alla applicazione pratica industriale dei risultati raggiunti. Dal 2000 dispone di ulteriori laboratori presso il Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia-Marghera.
Stazione Sperimentale del Vetro
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