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Green Economy e Fotovoltaico: una crescita prevista
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Pensare ad un’Europa unita sul fronte dell’energia pulita poteva sembrare un’utopia fino a pochi anni fa, ma ora sta per prendere corpo un progetto che potrà mettere in rete nove grandi Paesi europei, accomunati dal desiderio di rispettare l’obiettivo del 20% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2020.
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L’idea è quella di sfruttare le tre fonti energetiche pulite per definizione, sole, mare e vento, per produrre energia secondo le capacità di ciascuno e distribuirla ai partner in base alle necessità, superando il classico problema delle fonti naturali: imprevedibilità e incostanza. E così pale eoliche, centrali a maree e idroelettriche, pannelli fotovoltaici lavoreranno in Gran Bretagna, Danimarca, Francia, Germania, Svezia, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Irlanda per produrre 100 gigawatt di potenza elettrica: quanto basta per alimentare 30 o 40 milioni di abitazioni e risparmiare la costruzione di oltre un centinaio di centrali a carbone. Il progetto operativo dovrebbe partire nel corso del 2010 ed arrivare al completamento nel giro di dieci anni, per un investimento complessivo di 30 miliardi di euro. La distribuzione dell’energia avverrà attraverso una rete di cavi lunga e complessa, ma garantirà un approvvigionamento costante con la possibilità di tesaurizzare l’energia in eccesso, da spendere quando una delle fonti dovesse entrare in crisi.
Se a questa “rete del Nord” riusciamo ad immaginarci l’abbinamento in tempi plausibili anche di una “rete del Sud”, rappresentata oggi dall’ambiziosissimo progetto Desertec, possiamo avere un quadro abbastanza attendibile dello scacchiere energetico occidentale dei prossimi trent’anni.

La continua evoluzione tecnologica sta portando il sistema fotovoltaico ad un ruolo molto importante sia nella cosiddetta Green Economy per la produzione di energia pulita, sia nell’economia tout court. Si è ormai costituita e va sempre più rafforzandosi una filiera che coinvolge importanti aziende provenienti da settori molto diversi: tra queste, sono determinanti i produttori di macchine per la lavorazione del vetro piano.
Ma non è certo il solo Occidente a puntare sul rinnovamento energetico. Tra i maggiori sostenitori della Green Economy occorre oggi annoverare soprattutto la Cina, un Paese potenzialmente ricchissimo e che, secondo autorevolissimi economisti tra cui il britannico Martin Jacques, sembra si stia già preparando a guidare il mondo (come si può dire parafrasando il tiolo del suo recente libro “When China rules the world”). Avendo investito nel tempo enormi risorse nella formazione di ingegneri, tecnici e manager, la Cina oltre ad essere l’unico Paese al mondo ad avere chiuso l’ultimo mese del 2009 con una crescita del Pil a due cifre è diventato anche il primo produttore di pannelli fotovoltaici e di pale eoliche.
Spinta a livello centrale sia dai governi europei e americano, sia dal governo cinese e, per ora in parte, da quello indiano, la tecnologia del fotovoltaico è diventata a tutti gli effetti, insieme alle altre tecnologie “pulite”, uno degli elementi trainanti della Green Economy e, di riflesso, dell’economia tout-court. Anche in questo ambito il Made in Italy riesce a dire la sua, tanto che le aziende che si sono impegnate in questo comparto, o che in esso hanno cercato nuove fonti di business, stanno ottenendo brillanti risultati. E si confrontano come sempre soprattutto sui mercati internazionali, data la ristrettezza numerica del mercato interno e la cronica incertezza degli incentivi fiscali pur promessi dal governo italiano.
“Produciamo macchine per la lavorazione del pannello di vetro da assemblare per il fotovoltaico, in particolare per la molatura con filo piatto e filetto o solo sgrossatura, e per la foratura, adatte anche a impianti ad alta produzione – ci conferma Nadia Cassini, Responsabile Clienti Esteri della CMB Besana – ed esportiamo circa l’80% della nostra produzione. In generale le richieste sono buone dai Paesi europei, meno dall’Est Europa a causa della scarsità degli incentivi statali e della difficoltà con le banche. Gli USA stanno cominciando a muoversi, seppure lentamente, mentre registriamo un forte interesse da parte della Cina: laggiù le aziende producono pannelli di ottima qualità e in elevate quantità. Il futuro si preannuncia interessante, ma molto dipenderà dalle politiche che i vari paesi attueranno per promuovere il fotovoltaico”.
Altre aziende operative nel settore della lavorazione del vetro stanno allargando la propria offerta fino ad essere Global Solution Provider nell’ambito fotovoltaico partendo dalla lavorazione del vetro fino all’assemblaggio del pannello finito, come spiega l’ing. Alberto Masoero, General Manager della Business Unit Engineering di Bottero S.p.A.: “Attualmente abbiamo a catalogo due tipologie di offerte: la prima riguarda le linee per la produzione e la lavorazione del vetro (taglio, molatura, foratura, lavaggio, handling e tracciabilità) sia di tipo float che stampato utilizzato in ambito PV, mentre la seconda consente di spingerci oltre nelle fasi di assemblaggio del pannello fotovoltaico finito (carico vetro, stesura EVA, posizionamento delle celle al silicio, saldatura, laminazione, rifilo, sigillatura ed incorniciatura) includendo anche le operazioni di testing ed imballaggio finale del prodotto.
Europa e Cina assorbono la massima parte della nostra produzione, ma grossi risultati futuri ci attendiamo dall’India. La ricerca nel campo del fotovoltaico si sta spostando verso la tecnologia del film sottile, più giovane e quindi più suscettibile di importanti perfezionamenti: è anche molto più sfruttabile perché ben si adatta a climi ad insolazione meno diretta e costante.”
Che quello del fotovoltaico sia un settore molto promettente ci viene confermato dallo stesso ingegner Masoero: “Oggi il nostro business si distribuisce per il 25% in Europa (di cui il 10% in Italia) e per il restante 75% in Cina e India, che si prevedono in forte crescita nei prossimi anni. Ma i numeri sono davvero destinati a crescere: abbiamo appena stipulato un contratto per la fornitura di un impianto per la produzione di 1.000 tonnellate al giorno di vetro per pannelli fotovoltaici al silicio.”
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Foto: Vitrum Newsonline - Maggio 2010 Ultima rassegna: Jun 2010 |
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