 Ormai non è più nemmeno una novità da esposizione fieristica dato che 1500 mq di vetro Pilkington Activ™ sono stati impiegati per la sola facciata della nuova Duisburg Arena in Germania. Meglio ancora a Buenos Aires in Argentina, dove i 32 piani del palazzo più alto della capitale che ospita gli uffici della Banca di Buenos Aires, sono fasciati da 12.000 metri quadri del nuovo vetro che garantiscono, oltre alla pulizia, l'isolamento acustico e termico dell'intero edificio.
Il miracolo è operato da un rivestimento con microcristalli di Biossido di Titanio, TiO2, spesso 15 nanometri che, applicato sulla superficie esterna dei vetri, si attiva con i raggi ultravioletti del sole, è assolutamente ecologico, contiene sostanze chimiche innocue abitualmente già presenti nelle abitazioni (dal dentifricio alle vernici) e che in più garantisce una durata pari a quella di un normale vetro.
Lo strato di TiO2 applicato sulla superficie esterna del vetro produce l'effetto autopulente attraverso due meccanismi. Il primo è l'effetto fotocatalitico, in cui i raggi ultravioletti catalizzano la decomposizione delle molecole organiche sulla superficie della finestra. Il secondo è l'idrofilicità che attrae acqua sulla superficie del vetro dove forma un sottile strato che lava via i residui dei composti organici formatisi. Tecnicamente, nei vetri autopulenti, la fotocatalisi sfrutta la superidrofilia dei semiconduttori irradiati dai raggi UV, permettendo la distruzione dello sporco come conseguenza dell’ossidazione del materiale organico grazie ai radicali dell'ossigeno prodotti nella reazione.

Attenzione però, autopulente non significa implicitamente che il vetro sia a manutenzione zero, specialmente in presenza di grossi accumuli di sporcizia o forte inquinamento atmosferico, ma che la pulizia del vetro è effettuata o facilitata dagli elementi naturali.
Più precisamente, quando esposto alla luce solare, il rivestimento reagisce chimicamente in due modi:
Decomposizione dello sporco organico
Grazie al processo fotocatalitico, anche in condizioni di tempo nuvoloso, il rivestimento reagisce ai raggi ultravioletti della luce solare naturale decomponendo e sciogliendo lo sporco organico e rende la superficie idrofila. Dopo l'installazione del vetro, il rivestimento impiega circa cinque giorni per attivarsi e, per ottenere i migliori risultati, dopo l'installazione e la prima pulizia, eseguite dall'installatore, si dovrebbe evitare il lavaggio delle finestre prima della completa attivazione.
In seguito il rivestimento è sempre attivo.
Rimozione dello sporco
La seconda fase del processo ha luogo quando pioggia o acqua colpiscono il vetro trattato che è “idrofilo”, a significare che l'acqua si distende uniformemente, senza formare gocce, sulla superficie esterna del vetro e, scivolando via, porta con sé le particelle di sporco.
A differenza di quanto avviene con i vetri tradizionali, l'acqua si asciuga molto velocemente e non lascia macchie o aloni. Una semplice polverizzazione d’acqua o uno straccio imbevuto eliminano poi le eventuali tracce ribelli e, come per tutti i vetri, è preferibile che l’acqua sia poco calcarea. Per tracce di sporco particolarmente resistenti si può usare acqua saponata o un prodotto detergente specifico non abrasivo.
La vetrata autopulente si sposa poi anche alle altre funzioni “istituzionali” del vetro come isolamento termico d’inverno e d’estate, isolamento acustico, protezione delle persone e dei beni grazie a trattamenti accessori.
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