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I segni positivi non mancano, me le incognite restano

Quando si dice che l'andamento del mercato è altalenante, si intende esattamente questo: un primo semestre in crescita costante, a volte di molta soddisfazione, seguito da un secondo semestre segnato dalla caduta degli ordinativi.

Magari il conto complessivo a fine anno potrà anche dare un risultato positivo, ma la prospettiva dei successivi mesi non evoca scenari particolarmente suggestivi. Sta di fatto che le rilevazioni Istat relative alla meccanica strumentale del settore del vetro per il periodo gennaio-Luglio 2011, pur considerando la loro non completa attendibilità perchè non corrispondenti all'intera filiera produttiva, documentano una forte crescita delle esportazioni: è un dato molto significativo, che trova una conferma importante da parte di Gimav, che ha rilevato una crescita per lo stesso periodo del 20% rispetto al Gennanio-Luglio 2010 nell'export delle aziende associate. Il dato sull'export offre la misura più attendibile della salute del settore del vetro, perchè come noto incide in media per il 75/80% sul suo intero fatturato.



Particolarmente considerevole è la crescita a tutto Luglio 2011 del settore del vetro cavo, che sfiora il +50% secondo Istat come dato medio, mentre per il vetro piano il risultato è meno eclatante perchè la richiesta internazionale di macchine per la lavorazione del vetro ha avuto in questo caso un brusco arresto con il mese di giugno. Per entrambi i comparti è comunque la seconda parte dell'anno che evidenzia la grave crisi finanziaria che sta attraversando l'Europa, con particolare riferimento a Spagna, alla stessa Germania, alla Russia e in generale ai paesi limitrofi: così come l'economia generale, l'intero settore del vetro subisce in maniera diretta le difficoltà derivanti dalla stretta creditizia e dalla crisi ormai molto prolungata dell'edilizia. Le previsioni restano positive per i mercati più vitali come Cina e Brasile, mentre altri tradizionali riferimenti, a partire dagli Stati Uniti, hanno dato negli ultimi mesi evidenti segni di fatica.



Anche se proprio dagli USA arrivano le soddisfazioni statisticamente parlando più significative. Infatti le esportazioni di macchine, accessori e prodotti speciali per la lavorazione del vetro hanno fatto registrare nei primi mesi dell'anno la maggiore crescita percentuale dell'intero settore della meccanica strumentale italiana. Secondo i dati registrati dall'Italian Trade Commission tra Gennaio e Settembre 2011 le importazioni complessive USA dall'Italia sono cresciute del 21,1% rispetto all'identico periodo del 2010, raggiungendo complessivamente i 25.216 milioni di dollari. Da notare che la meccanica strumentale italiana occupa il primo posto tra le importazioni USA dal nostro paese: il 20% dei prodotti italiani esportati appartiene infatti a questo settore.

Ma il nostro comparto, e cioè quello della lavorazione del vetro, è a tutti gli effetti una nicchia di particolare successo per il Made in Italy, perchè ha registrato nei primi nove mesi di quest'anno un incremento pari al 257,91% nelle esportazioni verso gli Stati Uniti. Una lettura smaliziata di questi dati non può non rilevare che, dopo la grave battuta d'arresto causata dalla crisi degli anni 2008 e 2009, questa risalita repentina è entusiasmante dal punto di vista statistico, ma in termini quantitativi sta a significare semplicemente un recupero delle posizioni perse, con una ulteriore indicazione di buone prospettive di crescita. Ma tutto sta nel verificare nei prossimi mesi quel che accadrà all'economia mondiale e, in particolare, a quella dei paesi occidentali. Il dato di fine anno dovrebbe chiudere con segno positivo, ma i prossimi sei mesi saranno determinanti per capire se
la fase critica più acuta può dirsi superata.

Newsletter Vitrum, n. 4 - 2011


Ultima rassegna: Jan 2012


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