 In sintesi il nuovo conto energia Fotovoltaico prevede 9 diverse tariffe incentivanti per il kWh prodotto dall’impianto FV ed erogate per 20 anni, un approccio più semplificato, l’incentivazione maggiore per gli impianti integrati e di piccola taglia, oltre ad una serie di premi aggiuntivi per chi risparmia energia elettrica e chi sostituisce, ad esempio, superfici in eternit con moduli solari fotovoltaici.
L’aspetto più rilevante rispetto alla passata normativa riguarda la semplificazione dell’accesso alle tariffe incentivanti che non è più legato a nessun tipo di graduatoria o limite annuale. Chi vuole installare un impianto FV, piccolo o grande, dovrà inoltrare al gestore di rete (società elettrica) il progetto preliminare e la richiesta di connessione alla rete. Nel caso di impianti da 1 a 20 kWp il soggetto responsabile dichiara se intende avvalersi o meno del “servizio di scambio sul posto”.
Nel caso di scambio sul posto la tariffa incentivante è riconosciuta in base all’energia prodotta al limite di quella consumata dalle utenze; se l’impianto produce più di quanto richiesto su base annuale, l’energia “in eccedenza” può essere immessa nella rete e verrà detratta dalle bollette successive. Se non ho lo scambio sul posto venderò l’elettricità prodotta al gestore di rete (ad es. al prezzo di 9,5 c€/kWh).
L’Autorità per l’Energia entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto sul conto energia ha il compito di definire le modalità e le tempistiche secondo le quali il gestore di rete comunica il punto di consegna ed esegue la connessione dell’impianto alla rete elettrica. Entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto il titolare dell’impianto deve far pervenire al soggetto attuatore (GSE, ex GRTN) la richiesta di concessione della tariffa incentivante spettante, unitamente alla documentazione di entrata in esercizio. Quindi il GSE, entro 60 giorni, dovrà comunicare al titolare dell’impianto la tariffa riconosciuta.
Che cos'è il fotovoltaico
La tecnologia fotovoltaica (FV) consente di trasformare direttamente la luce solare in energia elettrica. Essa sfrutta il cosiddetto effetto fotovoltaico che è basato sulle proprietà di alcuni materiali semiconduttori (fra cui il silicio, elemento molto diffuso in natura) che, opportunamente trattati, sono in grado di generare elettricità se colpiti dalla radiazione solare, senza quindi l'uso di alcun combustibile. Il dispositivo più elementare capace di operare una tale conversione è la cella fotovoltaica che è in grado di erogare tipicamente 1/1,5W di potenza quando è investita da una radiazione di 1000 W/m2 (condizioni standard di irraggiamento).
Più celle assemblate e collegate in serie tra loro in un'unica struttura formano il modulo fotovoltaico. Se le celle sono collegate in serie, (-) negativo al (+) positivo la tensione complessiva aumenta. Se celle da 2 Ampere di corrente sono collegate in serie il modulo avra' tensione di 16.5 Volts e corrente di 2 Ampere. La potenza del modulo sara' quindi 33 watts (Volts x Amps = Watts). I moduli sono abitualmente assemblati in modo da fornire 12 - 24 Volts. Un modulo tipo, formato da 36 celle, ha una superficie di circa mezzo metro quadrato ed eroga, in condizioni ottimali, circa 40-50W. Un metro quadrato di moduli produce una energia media giornaliera tra 0,4 e 0,6 kWh, in funzione dell'efficienza di conversione e dell'intensità della radiazione solare. Un insieme di moduli, connessi elettricamente tra loro, costituisce il campo FV che, insieme ad altri componenti meccanici, elettrici ed elettronici, consente di realizzare i sistemi FV.
Il sistema FV, nel suo insieme, capta e trasforma l'energia solare disponibile e la rende utilizzabile per l'utenza sotto forma di energia elettrica. I sistemi FV offrono grandi vantaggi ambientali, in quanto non producono emissioni chimiche, termiche o acustiche. Essi, inoltre, non hanno parti in movimento e sono, quindi, affidabili e a bassa manutenzione.
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