 Si tratta di una tecnologia comprovata e disponibile, utilizzabile da parte dell'Unione Europea e dei suoi Stati membri per favorire il raggiungimento di questi obiettivi con interventi mirati a diffondere l'installazione di vetri a controllo solare. La Direttiva sul rendimento energetico Stati membri dell'Unione di migliorare le normative del settore edile ogni 5 anni. Incentivare l'impiego dei vetri a controllo solare deve diventare una priorità essenziale. Il potenziale del vetro a controllo solare per la riduzione delle emissioni di CO2 nell'edilizia è stato oggetto di un'analisi condotta dall'istituto scientifico olandese TNO in uno studio conservativo e tecnicamente ineccepibile. Dallo studio è emersa la conclusione che potrebbe essere possibile eliminare da 15 a 80 milioni di tonnellate di CO2 all'anno entro il 2020 grazie a un uso ottimale del vetro a controllo solare.
Il vetro a controllo solare
Il vetro a controllo solare è un prodotto ad elevato contenuto tecnologico realizzato dall'industria del vetro per consentire il passaggio della luce solare attraverso una finestra o la facciata di un edificio, operando contemporaneamente l'irradiazione e la riflessione all'esterno di gran parte del calore solare. In questo modo gli spazi interni rimangono luminosi e molto più freschi rispetto all'impiego di vetro normale.
Il vetro a controllo solare, che non necessariamente deve essere colorato o a specchio (anche se è possibile applicare tali finiture per motivi estetici), incorpora degli strati invisibili di speciali materiali che possiedono la duplice proprietà di consentire il passaggio della luce solare respingendone però il calore. Di norma è presente anche una vetrocamera, che garantisce in più un buon isolamento.
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Lo studio del TNO
Glass for Europe ha incaricato il TNO di condurre uno studio sull'impatto che un aumento nell'uso di vetro a controllo solare, dotato tra l'altro anche di proprietà di bassa emissività, potrebbe avere sul risparmio di energia e sulla riduzione di CO2 in Europa. La relazione finale dello studio può essere richiesta a Glass for Europe oppure è disponibile sul sito www.glassforeurope.com.
Lo studio si è contraddistinto per l'applicazione straordinariamente rigorosa delle metodologie e dei controlli e per l'impostazione cauta e conservativa adottata nel passaggio dalle ipotesi alla creazione dei modelli. Tutto ciò ha prodotto dei risultati seri, validi e credibili. Lo studio guarda al futuro, valutando il probabile impatto di determinate scelte politiche nel lungo termine. È stato quindi necessario basarsi su una determinata serie di ipotesi – o scenari – in relazione a importanti variabili, in particolar modo all'uso degli impianti di condizionamento dell'aria. Lo studio ha immaginato quattro possibili scenari futuri, all'interno dei quali valutare il potenziale impatto dato da un più vasto impiego dei vetri a controllo solare, e ha proceduto quindi ad esaminare in modo esaustivo ciascuno di questi scenari.
Le ipotesi più probabili prevedono una crescita significativa del numero di edifici dotati di aria condizionata in Europa. In questi scenari, l'impiego costante di vetri a controllo solare potrebbe portare al raggiungimento del 5-25% degli obiettivi di efficienza energetica già fissati dai governi europei per il 2020.
Scenario n.1
• Uso di vetri a controllo solare in tutti i futuri edifici dotati di impianti di aria condizionata.
• L'ipotesi di partenza è che la percentuale di nuovi edifici dotati di impianti di aria condizionata nel 2020 sarà circa il doppio di quella attuale.
Scenario n.2
• L'uso di vetri a controllo solare negli edifici futuri consentirà l'eliminazione degli impianti di aria condizionata in tutte le regioni d'Europa, ad eccezione di quella meridionale.
• Nella regione meridionale, anche utilizzando i vetri a controllo solare, si assisterà a un aumento della climatizzazione estiva nei modi esposti dallo Scenario n.1.
Scenario n.3
• Uso di vetri a controllo solare in tutti i futuri edifici dotati di impianti di aria condizionata.
• Sostituzione di tutti i vetri non a controllo solare presenti negli edifici esistenti e già climatizzati con vetri a controllo solare.
Scenario n.4
• Simile allo Scenario n.3, presumendo in più un aumento del ricorso all'aria condizionata pari ai livelli attualmente presenti negli Stati Uniti, ovvero il 65% per le abitazioni e l'80% per l'edilizia non residenziale, in tutte le regioni europee ad eccezione di quella meridionale, dove le percentuali raggiungerebbero l'83% per le abitazioni e il 100% per l'edilizia non residenziale.
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