In architettura ne esistono diverse tipologie individuabili in base alla curvatura: a cilindro, sferica, conica. Generalmente, la lastra di vetro viene riscaldata fino alla temperatura di rammollimento (circa 600° C) per poi essere pressata fra le due parti dello stampo di cui deve prendere la forma ed infine raffreddato lentamente per evitare ogni tipo di stress strutturale ed assumere le caratteristiche meccaniche desiderate.
Lo stampo gioca un ruolo fondamentale nel processo di produzione perché da esso dipende la qualità e il raggio di curvatura del prodotto finito.
Si possono distinguere questi vetri speciali nelle seguenti categorie:
Vetro di sicurezza curvo, stratificato, antisfondamento: è costituito da più lastre di vetro fra cui sono interposti uno o più strati di materia plastica (PVB), fissati a caldo così da formare un laminato. Si usa soprattutto nei settori dell’edilizia in coperture architettoniche, vetrate, divisori, ascensori, porte d’ingresso, facciate.
La stratificazione del vetro permette inoltre la laminazione con diversi decori all’interno delle lastre.
Vetro temperato curvo: con il processo di tempra aumenta la resistenza meccanica e si elimina il rischio di rottura a causa di shock termico. Anche questo trattamento dà vita ad un vetro di sicurezza, perché in caso di rottura si frantuma in piccoli pezzi non taglienti.
Vetro curvo semplice: in questo caso possono essere utilizzati tutti i tipi di vetro, come i vetri colorati, i vetri resistenti al calore, il vetro artistico, ecc.
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