| Vetro semplice |
| Vetro resistente al fuoco |
Per valutare l'efficacia della protezione assicurata da un determinato vetro si ricorre a metodi ufficiali standard, verificandone il comportamento rispetto a certi parametri:
- Resistenza o stabilità (R)
- Tenuta alle fiamme o ai gas caldi (E)
- Isolamento termico contro l'incendio (I)
Con un esempio concreto, in base alla normativa attualmente in vigore, un elemento che abbia dimostrato resistenza e tenuta a fiamme e fumi per 30 minuti verrà classificato come RE 30.
Vetri Parafiamma
I vetri resistenti al fuoco con classe di resistenza RE vengono anche detti “Parafiamma”. Ciò a dire che, durante un incendio, mantengono le caratteristiche di resistenza meccanica (R) e di tenuta alle fiamme ed ai gas caldi (E).
La caratteristica Parafiamma è il primo passo verso la sicurezza richiesta al vetro per evitare la propagazione, da un edificio ad un altro o da un ambiente all’altro, di fiamme e gas caldi, possibili responsabili di un innesco d’incendio.
Vetri Tagliafuoco
I vetri resistenti al fuoco con classe di resistenza REI sono anche chiamati “Tagliafuoco” per indicare che, oltre a mantenere le caratteristiche base dei vetri parafiamma, sono anche in grado di garantire un elevato isolamento termico tra la faccia esposta al fuoco e quella non esposta (I).
La caratteristica REI è il livello massimo che si può richiedere ad un elemento di compartimentazione e quindi anche ai vetri resistenti al fuoco. I vetri Tagliafuoco evitano, infatti, anche la propagazione dell’incendio per autocombustione degli oggetti e dei materiali investiti dall’elevata energia termica prodotta dall’incendio. |
Ultima rassegna: Dicembre, 2006
|
|
|
 |
|