Per il processo di acidatura si utilizza acido fluoridrico, l’unico in grado di intaccare il vetro ottenendo una decorazione artistica delle lastre o una satinatura che le rende più resistenti alle macchie rispetto alla sabbiatura semplice.
Un’acidatura uniforme permette di ottenere una superficie omogenea simile alla seta, gradevole al tatto, detta "satinata".
Proteggendo invece parte della superficie, secondo un disegno, con bitume di giudea o paraffina, questa non è intaccata dall'acido e si mantiene brillante. È possibile ricoprire tutta la superficie con una particolare resina che si screpola asciugando così che solo attraverso le crepe il vetro venga intaccato dall'acido. L’effetto è un gioco di opacizzazione di delicato effetto decorativo.

Nella produzione del vetro artistico di Murano, se l'oggetto in vetro sottoposto ad acidatura è stato soffiato a due strati di colore diverso uno interno all'altro, alcune zone non protette dello strato esterno si possono asportare con l'acido. Le parti risparmiate risultano a rilievo e possono essere rifinite con un effetto a bassorilievo.
Una variante di questa tecnica prevede dopo l’acidatura dello strato esterno, il lento ulteriore riscaldamento dell'oggetto in lavorazione fino alla temperatura di lavorazione. Fissato nuovamente alla canna, il pezzo può essere immerso in un crogiolo contenente vetro fuso trasparente e ricoperto da un ulteriore strato vitreo lasciando la decorazione immersa all'interno.
A Murano viene definito "Corroso" un vetro sottoposto ad irregolare acidatura, con effetto simile a quello di una superficie ghiacciata. Si ottiene spugnando la superficie del vetro da trattare con paraffina o bitume ed immergendo quindi l'oggetto in una vasca piena di segatura impregnata di acido fluoridrico, che la intacca parzialmente con un effetto estremamente gradevole. |