 Come coprire il 56% della domanda di energia primaria mondiale al 2050, risparmiare 14mila miliardi di euro nella spesa in combustibili fossili e affrontare i cambiamenti climatici.
Investimenti aggressivi nella generazione da fonti rinnovabili e nell’efficienza energetica potrebbero creare un’industria dal valore annuale di 290 miliardi di euro, arrivando a fornire il 56% della domanda di energia primaria mondiale al 2050 e permettendo così di affrontare seriamente il problema dei cambiamenti climatici.
Attraverso questa "rivoluzione energetica" pulita si potrebbero risparmiare circa 14mila miliardi di euro nella spesa in combustibili fossili, oltre a sostenere l’occupazione a livello mondiale.
Questi dati sono dimostrati dal nuovo rapporto “Energy [R]evolution: A Sustainable World Energy Outlook”, presentato oggi a Berlino da Greenpeace International ed Erec (European Renewable Energy Council).
Il rapporto che traccia uno scenario per il futuro sistema energetico mondiale, in grado di fermare la crescita delle emissioni di gas serra al 2015, valuta anche il notevole potenziale delle rinnovabili nell’ambito del settore termico: il contributo qui può arrivare al 70% entro il 2050, utilizzando biomasse, solare termico e geotermia.
Hanno collaborato alla stesura del documento (212 pagine) anche esperti dell’Institute of Technical Thermodynamics del German Aerospace Centre (DLR) oltre a 40 scienziati e ingegneri provenienti da università, istituti di ricerca e industria del settore del settore dell’energia rinnovabile di tutto il mondo.
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