ROMA, 09 DIC - Nel campo dei pannelli fotovoltaici, la scarsità del silicio monocristallino, il suo costo elevato, il peso e la difficoltà di fissaggio dei suoi supporti stimolano la ricerca di materiali e sistemi alternativi (come il silicio amorfo, il CIGS - Copper Indium Gallium Diselenide e il CdTe - Cadmium Teleride). La Evalon V-Solar, soluzione ideata dalla WeKa Daksystemen, ha vinto il premio per l’innovazione alla fiera dell’Energia lo scorso ottobre a ‘s-Hertogenbosch. Le sue cellule fotovoltaiche sono applicate su rotoli leggeri e flessibili, invece che sui tradizionali pannelli rigidi ricoperti di vetro. Le pellicole sono utilizzabili su ogni tipo di edificio e su superfici verticali come orizzontali anche se la resa si ottimizza con una inclinazione di 30° e una esposizione a sud. Anche la Helianthos, affiliata dell’ente energetico Nuon, sta sperimentando la produzione di pellicole fotovoltaiche con una tecnica di versamento graduale da rotolo a rotolo. La resa di questi sistemi è meno della metà di quelli basati sul silicio monocristallino ma il prezzo contenuto permette di usarli su superfici piu’ ampie, con vantaggi anche estetici. La ditta Esdec, per esempio, produce tegole fotovoltaiche per ricoprire interi tetti di capannoni. Infine, sull’esempio dei vicini tedeschi, sta nascendo anche in Olanda l’interesse per centrali fotovoltaiche su grande scala. (ICE AMSTERDAM)
|