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Vetreria Imolese, la tecnologia a braccetto con la tradizione
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«LA NOSTRA specializzazione sta nella decorazione a mano del vetro. Ma non rinunciamo a realizzare tavoli, specchi, parapetti, tettoie e anche muri di interi edifici. Tutti in vetro, scelto a seconda delle esigenze».
Ettore Morigi parla con orgoglio della propria azienda, la Vetreria Imolese, che guida sin dal 1988, quando la rilevò dagli ultimi due dei quattro soci (Antonio Bassi e Luigi Franceschini) che, proprio a Imola, l’avevano fondata nel lontano 1953. Ma dove si impara la tecnica per decorare a mano un vetro? C’è una scuola, un’accademia apposita? «Si impara tutta da noi, in azienda — risponde Morigi —. Non a caso due dei nostri 11 dipendenti sono proprio dei decoratori specializzati».
Quello della Vetreria Imolese è un mercato tutto locale, diviso tra l’industria (il 30 per cento), l’edilizia e i privati. «Succede spesso che andiamo anche fuori provincia e fuori regione — dice Morigi — soprattutto quando gli architetti, con cui lavoriamo di frequente, ci coinvolgono nella realizzazione di edifici di un certo pregio e gusto architettonico». Cosa vi chiede di più il cliente? «Sembra strano — risponde ancora — ma soprattutto che vetri e specchi non abbiano la cornice di supporto.
Ma come si fa? Il vetro non riesce mica a stare da solo in piedi. Per fortuna oggi sono stati studiati supporti di notevole portata e applicazione tecnologica. Questo ci ha consentito di superare quasi indenni questo periodo di crisi che noi abbiamo cominciato ad avvertire solo dalla fine di aprile».
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09 Giugno 2009
Fonte: Vetreria Imolese |
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