| Vetro artistico |
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Il vetro di Murano? Oggi lo comprano russi e kazaki
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Il fondo del barile è stato raschiato. Più in giù di così il vetro di Murano non dovrebbe andare. E, anzi, almeno un paio di cose positive il 2005 le ha portate: la consapevolezza finalmente chiara che solo i prodotti artistici hanno mercato e l'affacciarsi di alcuni nuovi clienti, specie dall'Est euorpeo. Sono le linee del bilancio che Lucio De Majo, rappresentante in Unindustria Venezia degli imprenditori muranesi, fa dell'anno appena tracorso.
Una discesa che si sta addolcendo. Un anno non positivo, ammette De Majo, così come non positivi sono stati parecchi dei più recenti. Però la china discendente, che prima era ripida, adesso si è addolcita e volge verso il piano.
Significa che, volenti o nolenti, sta diventando chiaro a tutti il modello produttivo che il vetro di Murano deve realizzare. I prodotti di serie e di bassa qualità non possono venire dall'isola veneziana: è più che mai appurato. Ci sono tanti altri, nell'Est d'Europa e in Asia, che li sanno fare, e a prezzi di gran lunga inferiori.
Nell'isola oggi lavorano in 1.200. Murano ha già pagato lo smacco di questa concorrenza: negli anni molte vetrerie hanno chiuso, e tanti operai e impiegati hanno perso il lavoro. L'anno scorso però, precisa De Majo, non ci sono state chiusure nelle imprese industriali (circa 25) e nessuna defezione importante fra quelle artigiane (poco meno di un centinaio).
E anche la forza lavoro complessiva si è stabilizzata sulle 1.200 unità. Che sono comunque un'infinità meno delle 4.000 di qualche decennio fa, ma anche delle 1.400 del 2003.
Ad ogni modo la "cura dimagrante" ha mostrato chiaramente a tutti che solo un vetro di pregio e la fantasia creativa dei maestri non ci può essere copiata.
Anche la Cina si affaccia. Il mondo non è fermo. E gli imprenditori del vetro di Murano lo vedono non solo perché sono via via cresciuti i concorrenti, ma anche perché - specie in questi ultimi tempi - sono cambiati i clienti. E questo è un dato positivo. I segnali nuovi - sottolinea Lucio De Majo - vengono dall'Asia e dell'Est europeo. La Cina, dove la ricchezza aumenta velocemente, comincia ad affacciarsi sui nostri mercati e va a vedere cosa fanno in quest'isoletta della laguna.
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31 Gennaio 2006
Fonte: gvonline.it |
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