Grazie alla cosiddetta "green economy" in Italia è possibile prevedere, nei prossimi cinque anni, un milione di posti di lavoro tra nuovi occupati e riqualificazione delle imprese esistenti.
Basti pensare a settori come la bioplastica, comparto di cui l'italiana Novamont è leader mondiale. Un prodotto d'avanguardia che può diventare "il Moplen degli anni Duemila". Ne è convinto Fabio Renzi, segretario generale di Symbola, la Fondazione per le qualità italiane, che è intervenuto oggi a Milano sulle potenzialità dell'economia "green", o "a misura d'uomo", in una tavola rotonda del "Festival internazionale dell'ambiente".
"C'è molta più green economy in Italia di quello che si può immaginare", ha osservato il presidente di Symbola Ermete Realacci. "E sono ottimista, a patto che capiamo qual è la direzione" cioè "se l'Italia individua nella green economy la nuova frontiera competitiva, come peraltro sta già accadendo perfino senza il concorso della politica".
Sono diversi i successi della sfida ambientale di alcuni settori produttivi italiani. Renzi ne cita alcuni: "Nella ceramica si è puntato sul riutilizzo degli scarti di produzione non solo del proprio ciclo produttivo ma anche di altri settori come quelli del vetro e dell'acciaio, così come sulla 'sanificazione', cioè sulle tecnologie attraverso le quali le ceramiche acquisiscono proprietà depuranti".
"Ultima sfida - prosegue Renzi - è la produzione di piastrelle fotovoltaiche in grado di trasformare la luce in energia elettrica...
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