Sta prendendo forma il progetto generale di Vitrum 2011, arrivato alle soglie della sua XXVIIa edizione e in presentazione al prossimo appuntamento internazionale del settore, a Glasstec.
La sua formula ormai collaudata ampliamente e con successo, ha saputo mantenersi valida negli anni soprattutto perché ha seguito l’evoluzione dei tempi, permettendo alle aziende espositrici e ai visitatori un costante aggiornamento sul rinnovamento tecnologico e sui mutamenti di mercato.

Significative a questo proposito sono state le dimostrazioni di efficienza e leadership delle aziende italiane, le più agguerrite e tempestive nel proporre ai mercati emergenti o di recente affermazione linee di produzione complete e di assoluta affidabilità; o ancora tra le più pronte ad offrire le proprie macchine alle aziende che si andavano specializzando nella lavorazione del vetro per lo sfruttamento dell’energia solare.

Questa edizione vivrà ancora più da vicino il cambiamento dello scenario internazionale, determinato dai nuovi assetti economici che la crisi appena passata ha inevitabilmente disegnato. E lo farà da una posizione di privilegio: ad Ottobre 2011 infatti saranno passati due anni esatti dall’epilogo della più grave crisi economica degli ultimi sessant’anni, per cui se ne potranno verificare con maggior chiarezza gli effetti. Che saranno con ogni probabilità misurabili da tre diversi punti di vista.

Il primo è, ancora una volta, il ruolo che si preparano a giocare nei prossimi dieci/vent’anni i paesi un tempo considerati emergenti ma che ora stanno diventando i veri protagonisti del business senza frontiere: i loro tassi di crescita a due cifre stanno determinando un colossale trasferimento di ricchezza e di know-how dall’Occidente, notoriamente ancorato a livelli di aumento del PIL molto ma molto più bassi e ad un generale “invecchiamento”. Il secondo è la capacità di innovazione e la ricerca di una sempre maggiore qualità, tradizionali cavalli di battaglia delle aziende europee e in particolare italiane, ma sempre più difficili da conservare: è un margine competitivo ancora consistente ma che può essere eroso in men che non si dica, soprattutto se i competitor, come abbiamo sottolineato, non hanno problemi finanziari di sorta per sostenere grossi investimenti nella ricerca. Su questo fronte la battaglia è apertissima. Il terzo è legato alla green economy e a tutto il corollario di nuovi sviluppi tecnologici e produttivi che trascina con sé: contenimento energetico e sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili sono serbatoi di opportunità ancora da comprendere e da scoprire nelle loro reale entità, ma probabilmente forieri di positive sorprese per il settore del vetro.

Appetitosissimi ingredienti per un menù seducente, cui Vitrum 2011 sta lavorando già intensamente. Senza tralasciare l’ultima, ormai tradizionale portata: l’arte e la cultura vivranno un altro importante appuntamento, ma con una novità. Nella stessa sezione troverà spazio anche il mondo della sperimentazione e del design, per dar modo alle nuove generazioni di sintonizzarsi sulle lunghezze d’onda dell’impresa e del mercato
|