Alla chiusura di Glass South America la soddisfazione per le aziende italiane accompagnate da Gimav era generale. Su una superficie di circa 750 metri quadri, le 21 aziende italiane hanno riscontrato una elevato numero di visitatori interessati, con un livello qualitativo generale molto soddisfacente. Il dato può sorprendere se osservato con occhi europei, da un punto di vista cioè condizionato dagli strascichi di una crisi economica che stanno vistosamente rallentando il ritorno ad un ritmo di crescita sufficiente per garantire un minimo di stabilità. Ma appare del tutto coerente con quanto si va dicendo da tempo, e cioè che la ripresa delle economie occidentali è legata alla crescita della domanda dei paesi Bric: e il Brasile, appunto, di quell’acronimo rappresenta proprio l’iniziale.

Per un’economia in piena corsa come quella del Brasile, i Mondiali di Calcio del 2014 rappresentano un’occasione in più per accreditarsi come punto di riferimento per il business internazionale. Il tasso di crescita previsto per il 2010 è ad oggi del 5,5% con ulteriori possibilità di incremento nei prossimi 4 anni.
Ma se si è detto infinite volte che l’operaio cinese è stato in questi anni il vero sostegno dell’economia mondiale, è anche vero che il Brasile si sta apprestando a giocare un ruolo sempre più determinante. Con 191 milioni di abitanti su una superficie di oltre 8,5 milioni di chilometri quadrati, il più forte player dell’America Latina ha ottenuto nel 2007 e nel 2008 una crescita del PIL rispettivamente del 5,7 e del 5,1%, risoltisi con un modesto arretramento dello 0,2% nell’annus horribilis 2009. Il che è niente rispetto ai disastri degli Usa e della vecchia Europa: e infatti già alla fine del quarto trimestre il Brasile ha registrato una crescita del 2% rispetto al trimestre precedente. Ecco perché tutti gli osservatori concordano nel dire che l’uscita dalla recessione è per questo paese ormai un dato di fatto. Tanto che per il 2010 si prevede un incremento del PIL addirittura del 5,5%. In questo quadro di positività economica, un risvolto importante è dato dal fatto che il Real, la valuta nazionale, è attualmente molto valorizzato e quindi favorisce le importazioni: la Banca Centrale sta facendo notevoli sforzi per ridurne la forza rispetto al dollaro americano e alle altre monete chiave per gli scambi internazionali, euro compreso, ma si prevede che il rapporto attuale resti inalterato, nonostante un tasso di inflazione annuale vicino al 5%.

Se l’andamento generale dell’economia brasiliana va decisamente verso il consolidamento della crescita, l’industria locale del vetro sta conoscendo un momento di vera euforia. I dati diffusi dall’ABIVIDRO (Associazione Tecnica Brasiliana delle Industrie Automatiche del Vetro) parlano di una crescita costante del consumo di vetro, che nel periodo 2008/2009 ha raggiunto addirittura il 37%, con una previsione di ulteriore crescita nel 2010 del 22%. E’ un fenomeno legato al boom dell’edilizia, che da sola copre il 70% del consumo nazionale di vetro, e dell’industria automobilistica, che ha risentito molto positivamente della politica di incentivi attuata dal governo brasiliano grazie alla quale le vendite di auto sono cresciute nel 2009 dell’11,4% e, in previsione, del 5% nel 2010.
Il settore della lavorazione del vetro piano è rappresentato da un sistema molto polverizzato di piccole e medie imprese, che devono il proprio benessere principalmente all’edilizia, quindi all’automotive e in misura minore all’industria del mobile. In particolare sono molto buone le previsioni legate al mondo dell’edilizia, che sta già iniziando a godere dei grossi vantaggi legati alle commesse per la realizzazione delle strutture necessarie per i mondiali di calcio del 2014 e di Giochi Olimpici del 2016. Conta molto anche il programma per la costruzione di case popolari promosso dal governo, che dovrà ridurre la cronica mancanza di alloggi destinati ai ceti meno abbienti. Per quanto riguarda in particolare i Mondiali di Calcio, il governo ha stanziato un piano di investimenti pari a circa 30 miliardi di euro, che diventano invece circa 12 miliardi per i Giochi Olimpici. C’è chi sostiene che questo genere di grandi eventi in realtà non dia grandi ritorni economici in termini di reddito pro-capite, nuovi posti di lavoro o nuove imprese: per primo lo sostenne Rob Baade, professore di economia e prima ancora allenatore di basket, il quale riscontrò il beneficio più in termini emotivi e psicologici che materiali. Vedremo quel che accadrà col Sudafrica, ma sicuramente per il Brasile non sarà tanto l’occasione per innescare un processo di crescita altrimenti difficile, ma piuttosto la concreta opportunità di dimostrare quale sia il potenziale ancora inespresso di un’economia che si appresta a diventare tra le più importanti e dinamiche del nuovo secolo. E che offrirà a breve importanti occasioni di business alle aziende d’Italia, oggi primo paese esportatore in Brasile di macchine per la lavorazione del vetro, seguito a stretta misura dalla Germania.
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