La scoperta di due ricercatori fiorentini apre interessanti prospettive anche dal punto di vista ambientale. Un vetro fatto da ossido di anidride carbonica, dieci volte più rigido del nostro vetro e con carta d'identità italiana, anzi toscana. E' 'carbonia', la nuova scoperta presentata in questi giorni sulla rivista Nature da Mario Santoro e Federico Gorelli, ricercatori del Lens, il laboratorio di spettroscopia non lineare dell´università di Firenze in collaborazione con i fisici del Crs-soft del Infm-Cnr.
«Abbiamo potuto ottenere questo nuovo vetro in condizione di pressione estrema ' spiega Federico Gorelli ' la dimensione del campione tipico è molto piccola, un decimo di millimetro, per cui al momento non è possibile pensare applicazioni pratiche, ma l'importanza della scoperta è data dal fatto che sintetizzata a mezzo milione di atmosfere, risulta essere il materiale amorfo più duro fra quelli conosciuti. Essa però non è stabile in condizioni di pressione e temperatura ambiente dove si riconverte allo stato gassoso».
La ricerca ora andrà avanti cercando nuove strade per renderlo più stabile, magari miscelandolo proprio con la silice, che è la componente base della maggior parte dei vetri utilizzati per uso commerciale. «Si tratta ' continua Gorelli ' di una grande scoperta per la ricerca di base, che purtroppo molto spesso viene inaridita a causa della preferenza data alla ricerca applicata. In questo caso infatti le prospettive che si potrebbero aprire sono enormi, anche se non nell'immediato».
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