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In For.El. è l'ora di Riccardo e Rossella Vianello

For.El è nata nel 1976 grazie all'ingegno e all'iniziativa di Fortunato Vianello, che con il suo lavoro nel volgere di un trentennio ha reso l'azienda trevigiana uno dei leader mondiali nell'automatismo dei macchinari per la produzione di vetrocamera. Oggi For.El è rinomata nel mondo per la costante ricerca di soluzioni innovative: il suo fiore all'occhiello è il settore Ricerca e Sviluppo, da cui per esempio è uscito lo spettacolare tavolo da taglio verticale per vetro stratificato ammirato nelle più importanti manifestazioni internazionali. Mentre il fondatore continua a svolgere il suo importantissimo ruolo in azienda, nelle vesti di Amministratore Unico, la seconda generazione sta preparandosi al passaggio di consegne: Riccardo Vianello, 30 anni e una laurea in Disegno Industriale, è già Responsabile Vendite per i mercati italiano e inglese, mentre la giovanissima sorella Rossella a 23 anni si appresta a dare man forte. Questa volta è con Riccardo che affrontiamo l'argomento delle giovani generazioni che entrano nell'azienda di famiglia.


Riccardo Vianello è oggi Responsabile Vendite di ForEl, l'azienda fondata nel 1976 da Fortunato Vianello e diventata rapidamente leader nell'automatismo dei macchinari per la produzione di vetrate isolanti.

Secondo il più classico dei canoni, l'azienda fondata da Suo padre nel 1976 è per Lei il trampolino di lancio per una carriera imprenditoriale che parte da basi molto promettenti. Questo è senz'altro un grosso vantaggio, ma può costituire anche un carico di responsabilità molto importante: cosa la preoccupa di più e cosa la tranquillizza maggiormente nella prospettiva di un passaggio di consegne?

Mi rasserena questa parola: "metodo". Il metodo è per definizione l'insieme dei procedimenti messi in atto per ottenere uno scopo. Le generazioni che fondano le aziende godono della possibilità di crescere insieme con il sistema che costruiscono acquisendone un'esperienza diretta. Noi che entriamo in un sistema già modellato e spesso complesso possiamo farlo nostro solo attraverso il metodo, attraverso cioè l'acquisizione e la conoscenza dei procedimenti, o meglio processi, che reggono l'azienda. Conoscendo i processi si può valorizzare l'operato dei collaboratori, costruire con loro un dialogo, ottenere la loro stima: questo rende possibile guidarli anche quando la loro professionalità è tale da non permettere un confronto tecnico diretto sul piano della loro specifica area di competenze. Il valore delle aziende è in queste persone ed è indispensabile essere in grado di gestire la squadra per poter vincere.

Ciò che mi preoccupa? Credo si possa riassumere in questa frase che spesso sento pronunciare da mio padre: "..crediamo nel nostro prodotto, investiamo per tenerlo aggiornato con ingegno ed esperienza, convinciamo il Cliente, ma se quest'ultimo non ha accesso al credito.." E' pertanto fondamentale poter contare su un supporto finanziario che permetta lo sviluppo del business.



Il Liceo Scientifico e la Laurea in Disegno Industriale, fanno intravedere un curriculum studii molto indirizzato all'impegno nell'azienda di famiglia. Si è trattato in effetti di una destinazione programmata oppure la decisione di proseguire la vocazione paterna è stata una Sua libera scelta, maturata nel tempo?

Il percorso di studio che ho seguito è stato frutto delle mie passioni. Vivere l'azienda durante le vacanze estive e durante le fiere già dalle scuole elementari di sicuro mi ha permesso di acquisire un po' alla volta consapevolezza dell'azienda e delle opportunità che la stessa offre. Mi ritengo fortunato di aver avuto un ambiente di lavoro "a portata di mano". Le persone e gli strumenti su cui un'azienda si basa, offrono occasioni per scoprire cose nuove e permettono di appassionarsi a molti argomenti. Dare continuità all'azienda di famiglia è un altro capitolo. E', di sicuro, una scelta maturata nel tempo. E' un progetto che segue un piano ben preciso, attraverso un percorso di formazione in azienda che continua e completa ciò che si può imparare a scuola o all'università. In questo progetto di continuità e di cambio generazionale, penso sia stato importante aver trovato riferimenti dentro e fuori l'azienda con i quali confrontarmi e dai quali imparare. Soprattutto conto sull'aiuto di mia sorella Rossella, insieme potremo completarci in quanto a conoscenze e competenze.



Attualmente Lei segue in modo specifico la politica commerciale dell'azienda nei mercati italiano e inglese: questa esperienza Le servirà per poter un giorno guardare in maniera globale agli oltre 55 Paesi nel mondo coperti dalla rete di vendita di For.El. Quali immagina che possano essere le insidie più rischiose ma anche le opportunità migliori per continuare a rafforzare il successo del Made in Italy nel mondo, nel nostro settore?

Attualmente perseguo l'approfondimento del contatto con il Cliente, la conoscenza sempre più approfondita e diretta delle sue caratteristiche ed esigenze: sul mercato italiano perché è un mercato consolidato che da valore alla continuità aziendale; sul mercato inglese per la lingua e come primo approccio alle dinamiche internazionali.

Il contatto con il Cliente lo cerco perché mi da la percezione diretta di cosa migliorare in azienda e la possibilità di intuire le necessità future, alcune delle quali si tradurranno poi in aggiornamento del prodotto o vera e propria ricerca e sviluppo. Se per fantasia, ingegno e nel nostro settore anche per esperienza ci distinguiamo, ritengo che l'insidia più rischiosa sia l'impossibilità di tutelarsi proprio in quei paesi che saranno i mercati del futuro, è di pubblico dominio la difficoltà di poter tutelare aspetti brevettuali.

La qualità è l'altro baluardo per me imprescindibile, è di sicuro un valore nel quale continuare a credere ed investire anche se probabilmente di questi tempi non è così facilmente "vendibile". Sarà un valore da preservare aspettando tempi migliori.

Le grandi fiere internazionali, come Vitrum 2011 appena concluso, resteranno ancora il grande veicolo di promozione per le aziende che abbiamo conosciuto fino ad ora, e un importante strumento di monitoraggio dello stato di salute dell'economia mondiale?

Anche se figlio della rivoluzione informatica, non credo che altri strumenti a disposizione, possano sostituire un momento di incontro e di scambio con il Cliente quale è una fiera. Sì, credo che la fiera sia uno strumento di monitoraggio semplicemente perché l'affluenza a questi eventi esprime la curiosità, la voglia di valutare nuovi investimenti, la necessità di restare in contatto con le aziende costruttrici, l'opportunità e la voglia di lasciare l'operatività quotidiana per investire su ragionamenti di crescita e consolidamento a breve e medio termine.

Oltre che nell'innovazione e nella ricerca, For.El. è molto impegnata anche nel sociale e nella promozione di una cultura che mette al primo posto l'uomo e la tutela del suo ambiente; probabilmente non è un caso che l'accompagnamento musicale per l'attesa al centralino telefonico dell'azienda sia Ebony and Ivory, il celebre brano di Paul McCartney considerato negli anni '80 un inno all'integrazione razziale. Quanto è importante per Lei questo compito di aiuto e sensibilizzazione che l'azienda di famiglia ha scelto di assumersi?

Lo ritengo un compito fondamentale in quanto esprime ed esterna valori e un modo di vivere nei quali mi riconosco completamente. Ogni anno ci dedichiamo ad almeno un piccolo progetto in tema di sport, di cultura, di aiuto o di sensibilizzazione per ricordare e ricordarci che prima di tutto siamo persone destinate a interfacciarsi con altre persone.

Sembrano avverarsi in quest'ultimo periodo le previsioni che davano l'uscita dalla crisi del 2008/2009 come un faticoso percorso a W, fatto cioè di risalite e nuove repentine discese. C'è addirittura chi parla di un decennio, quello attuale, di forti incertezze economiche. In tutto questo, che spazio possiamo dare all'ottimismo?

Preferisco vivere nell'ottimismo e tra persone ottimiste in linea di principio. L'ottimismo non deve essere confuso però con modo di essere ottuso o ingenuo che porta a non valutare con oggettività come stanno le cose.

VITRUM NEWSLETTER N. 4 DEL 2011


23 Dicembre 2011
Fonte: http://www.vitrum-milano.it/newsletter4_2011/ITA/forel.html


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