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Manfredonia Vetro: 38 lavoratori in mobilità
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Mobilità per 38 lavoratori alla Manfredonia Vetro. È stata avviata la procedura, l'anticamera del licenziamento, per 38 dei 194 dipendenti in organico della Manfredonia Vetro, l'azienda del gruppo Sangalli che produce vetro piano nello stabilimento del sito ex Enichem.
L'azienda dichiara che «si vede costretta» ad attivare la procedura di mobilità per 29 operai e 9 impiegati. Nell'ultimo semestre la media dei dipendenti occupati è stata di 194 unità, di cui 151 operai, 39 impiegati, 3 quadri e 1 dirigente.
Nella comunicazione che Assindustria ha inviato per avvisare i sindacati dell'apertura del procedimento di mobilità, si spiegano i motivi che hanno determinato l'azienda «alla situazione di eccedenza». Motivi collegati alla necessità di riorganizzare i reparti produttivi, i servizi amministrativi e le funzioni commerciali, per contenere i costi e fronteggiare la concorrenza.
Si tratta, dice Assindustria, di «ridurre l'impatto derivante dal pesante incremento dei costi delle materie prime», che per il 2005 è stato calcolato nel 10 per cento in più. Altri costi sono stati individuati nelle «energie», elettrica, metano, in quanto anche qui l'aumento è stato valutato in un altro 10 per cento.
Viene poi considerato l'incremento del costo per il personale dipendente causato dal «termine degli sgravi previsti dalle leggi 448 del '98 e 407 del '90, stimato questo in un milione e duecentomila euro. Un altro motivo è quello legato «al termine della fase di avviamento degli impianti che fanno emergere un esubero strutturale», ovvero, adesso che gli impianti sono partiti per farli funzionare ci vogliono meno dipendenti di prima.
Sono, tutti questi, spiega la comunicazione di Assindustria, «motivi tecnici, organizzativi e produttivi per cui si ritiene di non poter adottare misure alternative al licenziamento». La natura del mercato in cui opera la Manfredonia Vetro, chiariscono in Assindustria, il rapporto con la concorrenza e la rigidità produttiva degli impianti di vetro float, non consentono altre soluzioni.
Il mercato di vetro float «ha una natura anelastica, per cui non è possibile riequilibrare la situazione dovuta ai maggiori costi intervenendo sul prezzo del prodotto finito». La rigidità produttiva propria degli impianti, continua Assindustria, «non consente interventi volti a flessibilizzare il mix del prodotto o le quantità in maniera tale da sopperire alle problematiche esposte», problematiche che sono di più facile risoluzione per la concorrenza e pertanto non dar atto al programma dei licenziamenti porterebbe l'azienda di Macchia «in una posizione di svantaggio».
La comunicazione di Assindustria conclude con un assunto eloquente: «...la riduzione del personale è soluzione drastica ma necessaria per garantire la continuazione dell'attività produttiva e, con essa, operai la tutela del posto di lavoro per tutti gli altri dipendenti». In poche parole, un sacrificio di una parte per la salvaguardia del tutto, una parte che si può quantificare nel dieci per cento in più dell'aumento dei costi di produzione.
Alla comunicazione di Assindustria, datata 17 gennaio, farà ora seguito in incontro con gli esponenti sindacali, per cui non è da escludere che alla fine i lavoratori messi in mobilità saranno qualcuno in meno dei 38 annunciati. Nel frattempo pare che il gruppo Sangalli possa esser presente con un'azienda per la produzione di specchi nel terzo protocollo del contratto d'area.
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24 Gennaio 2005
Fonte: (La Gazzetta del Mezzogiorno) |
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