 Un deposito di mattoni e pietra diviene una galleria di arte grazie alla costruzione di una scatola di calcestruzzo armato interna al vecchio involucro e alla superfetazione di quattro nuovi volumi: due di vetro, a delineare l’ingresso, e due di pietra, alle estremità.
Gli avancorpi di vetro serigrafato
L’ingresso principale del Kulturspeicher, il “magazzino della cultura”, è reso manifesto da una grande porta quadrangolare a doppia altezza, con una spessa cornice in aggetto rispetto alla facciata storica, che si trova al centro del volume recuperato verso la piazza cittadina di nuova realizzazione. Due cubi di vetro edificati ovest tra il magazzino e la darsena segnano l’ingresso verso il fiume che avviene da un vano con le stesse fattezze di quello principale, ma di dimensioni più ridotte. I due cubi di vetro, contengono, ai vari piani, diverse funzioni satellite a quelle espositive (una biblioteca, spazi per piccole conferenze, un caffè-ristorante) e sono incorniciati da terrazze che possono essere utilizzate come ulteriori superfici espositive e/o per attività di ristorazione all’aperto legate alla caffetteria, ospitata al piano terra di uno dei due cubi di vetro.
La struttura degli avancorpi, che riprende le proporzioni della maglia dei vecchi pilastri e del basamento storico, è realizzata in calcestruzzo armato e rivestita da grandi lastre rettangolari di vetro serigrafato serrate con un fissaggio puntuale alla struttura metallica di supporto. Quest’ultima è formata da profili a L e a T, che distanziano la pelle trasparente dalla muratura portante e creano così un’intercapedine necessaria alla ventilazione naturale degli ambienti attraverso la porzione apribile delle finestre nascoste dietro il rivestimento di vetro. Nell’intercapedine è alloggiato il sistema di protezione solare esterno realizzato con avvolgibili di lamelle di alluminio.
|