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Vetro
Il colosso cinese non incrina il vetro italiano

Intervista a cura di opinione.it


Proseguendo le interviste a personaggi di spicco della cultura e dell'economia, ci siamo rivolti al dott. Gian Paolo Caccini, presidente di Assovetro, l'Associazione che raccoglie i maggiori produttori del settore vetrario italiano. A lui, già direttore generale di una multinazionale con sede anche in Italia, abbiamo chiesto un giudizio complessivo sulla situazione del comparto. Ci interessava inoltre sapere se la Cina, divenuta negli ultimi anni nostra concorrente in molti campi, rappresenti anche per l'industria vetraria nazionale una pericolosa rivale, pronta a divorare pezzi dell'italico fatturato. Le sue risposte ci hanno rassicurato: almeno in questo àmbito, anche se solo per certi settori, la Cina non è così vicina.


Come giudica le condizioni attuali dell'economia italiana'
'Dal punto di vista dell'industria, direi che oggi la situazione non è brillante: ci sono comparti che soffrono moltissimo per la concorrenza selvaggia proveniente da paesi emergenti, specialmente asiatici, che com'è noto dispongono di mano d'opera a costi particolarmente bassi. Il pericolo non viene dalla sola Cina, ma anche da altri Paesi quali il Vietnam, per esempio, oppure, per restare in zone più prossime, dalla Russia, dove oltre ai costi del lavoro molto bassi anche il prezzo dell'energia è nettamente inferiore al nostro'


Non ritiene che l'allarmismo diffuso dagli avversari del Governo, con l'avallo dei giornali che stanno dalla loro parte, contribuisca a creare l'attuale situazione di disagio'
'Certo: se si insiste tanto su una crisi che esiste, ma non è così grave come la si vorrebbe dipingere, con un Pil dell'ultimo semestre in crescita, è ovvio che la gente si preoccupi e torni a risparmiare, in vista di maggiori problemi futuri; ne deriva quindi il calo dei consumi, per una serie di rinunce che creano un circolo vizioso, deprimendo l'economia. Non va tuttavia dimenticato che l'introduzione dell'Euro, in generale positiva, ha favorito l'allineamento dei prezzi sui valori europei più alti, penalizzando certe fasce di consumatori in paesi tradizionalmente meno cari come l'Italia, la Spagna ed il Portogallo'


Il suo settore ha risentito delle difficoltà odierne'
'L'industria del vetro ha al suo interno attività diverse: tra esse la produzione del 'vetro piano' utilizzato nell'edilizia per finestre, lucernari ecc., nel settore dei trasporti per le superfici trasparenti di treni ed automezzi, e nell'elettronica per gli schermi di televisori e computer. Ci sono poi il 'vetro cavo', che comprende bottiglie, vasi, flaconi per profumeria e per farmacia, il 'casalingo', che annovera bicchieri e quanto serve per l'arredamento della tavola e della casa, le fibre di vetro per il rinforzo delle materie plastiche, per es. per le imbarcazioni, le lane di vetro per l'isolamento delle costruzioni residenziali e commerciali, e altro ancora tra cui vorrei ricordare il vetro artistico di Murano e di Empoli.
Consideriamo ora il vetro cavo, i cui volumi sono notevoli a causa del vuoto interno; il trasporto è costoso, quindi si tratta di un'attività 'regionale', che soffre relativamente poco della concorrenza estera. Ovviamente tale vantaggio limita però anche l'esportazione a certe zone dei paesi limitrofi. Un diverso discorso si deve fare invece per altri tipi di vetro, il cui trasporto è meno problematico, soprattutto per i filati di vetro, in cui la Cina sta raggiungendo una posizione forte nei maggiori mercati grazie alla sua competitività. Per reggere tale concorrenza, alcuni produttori europei e americani si difendono con le delocalizzazioni in Cina, Russia e Messico, così da risparmiare sui costi, ma evidentemente con un impatto negativo sull'impiego di mano d'opera nazionale'

Il resto dell'intervista si trova su opinione.it.




12 Ottobre 2005
Fonte: Opinione.it


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